LAGUNDO. «Voglio ricordarlo così come era: un ragazzo sorridente, che aveva tanta voglia di vivere. Ti voglio bene Zoran». Poi la voce si spezza. Le parole vengono spazzate via dalle lacrime e dal dolore. Il primo a parlare è stato Mario, il fratello minore di Zoran Tomic, il ragazzo di 23 anni morto domenica cadendo del muretto del belvedere delle passeggiate di Sant’Osvaldo. Ieri pomeriggio, alle 15, più di trecento persone hanno detto addio a Zoran. Si sono riunite nella chiesa parrocchiale di Lagundo, dove il ragazzo di origine croate era nato e cresciuto. Trecento persone in lacrime, ognuno con un fiore bianco in mano. La bara era ricoperta di rose. Qualcuno ha aggiunto una sciarpa del Milan. Zoran era un appassionato di calcio. Il suo cuore era “rossonero”. Tanti, tantissimi i ragazzi presenti in chiesa. Accanto alla bara si è seduta la famiglia. La madre Bojana e il padre Radoslav si sorreggevano a vicenda. Guardavano increduli verso quei fiori che ricoprivano la bara, distrutti dal dolore. Un genitore non dovrebbe mai seppellire il proprio figlio. Il destino è stato crudele con loro. Il fratello gemello Igor quel maledetto giorno era lì con Zoran, sulla passeggiata di Sant’Osvaldo a Bolzano. Appena è arrivato in chiesa è stato accolto da abbracci e amici in lacrime. Vedendolo non hanno potuto fare altro che pensare a Zoran, identico a lui. Il parroco ha cercato di dare conforto alla famiglia Tomic: «Di fronte alla morte ogni parola sembra inopportuna - ha detto -. Ma ricordate: questa non è la fine. La morte non ha l’ultima parola. Abbiate fiducia nella vita. Lo so, di fronte a questa perdita la vita si sgretola nel dolore e nelle lacrime. Ma l’amore per lui non verrà mai sepolto. Lui rinascerà. Come cristiani sappiamo che rinascerà». Igor, Mario e Maja si sono alzati per salutare il fratello. Maja, sorretta dal fratello gemello di Zoran, ha solo detto: «Gli voglio dedicare una canzone». Dopo qualche istante la chiesa è stata invasa dalla melodia di “Vivere” di Vasco Rossi. La bara è stata portata poi in spalla presso il cimitero del piccolo paese. Tra i tanti volti giovani, c’erano anche i compagni della squadra di calcio Olimpia Holiday Merano, per la quale Zoran, insieme al fratello Igor, giocava da anni.

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