MERANO. Il via libera alla costruzione di cinquanta alloggi dapprima destinati al ceto medio e ora sempre più all'edilizia sociale Ipes alle spalle dell'ex pensione Arnika si trasforma in una sorta di boomerang per l'amministrazione comunale. A farne le spese è il tratto di pista ciclabile tra la struttura che oggi ospita i profughi africani e il rione di piazza San Vigilio, un collegamento indispensabile per garantire la continuità del collegamento ciclabile tra Sinigo e il centro città.

La società Volcan srl di Ora, attualmente proprietaria del terreno dove è in corso l’ultimazione delle palazzine che andranno a ospitare i cinquanta alloggi Ipes, attraverso l'avvocato Stefan Thurin ha presentato al Comune il conto di quel tratto di ciclabile, realizzato su proprietà privata, chiedendo di "porre fine - si legge nella delibera di giunta approvata nei giorni scorsi - all’occupazione usurpativa, concretizzata con la realizzazione della pista ciclabile".

Vista l'impossibilità di restituire il terreno, la Volcan srl chiede al Comune di risarcire il danno quantificato nel valore commerciale maggiorato del 10%, poco meno di 119 mila euro, cifra calcolata sulla base di una stima asseverata e di una proposta di tipo di frazionamento.

La ciclabile fu realizzata dal Comune ormai oltre dieci anni fa "in virtù – recita la delibera - di una servitù di passaggio, a piedi e con veicoli, a carico delle stesse particelle e a favore di quelle costituenti rione Sant’Antonio, nessuna delle quali di proprietà comunale". Durante gli accertamenti effettuati nelle scorse settimane, a seguito della lettera dell'avvocato Thurin, è emerso che, prima dell'inizio dei lavori per posizionare la ciclabile, fu rilasciata dall'allora proprietario del terreno un’autorizzazione irrevocabile all’occupazione temporanea del terreno e alla costituzione di apposita servitù.

“Inspiegabilmente però”, e qui in Comune prima o poi qualcuno dovrà fare le opportune verifiche, "non venne adottato – si legge ancora nella delibera - alcun provvedimento conseguente”. Invece di intavolare la servitù di passaggio, cosa che forse sarebbe bastata a evitare ora la richiesta della Volcan srl, conclusa l'occupazione temporanea per i lavori tutto tornò come prima.

Nel frattempo la ciclabile a tutti gli effetti da ormai quindici anni è inserita nel piano urbanistico comunale. La conclusione è semplice: il Comune affronta ora la richiesta della Volcan srl, nuovo proprietario del terreno, di 94 mila euro più iva per espropriare il terreno e 4 mila euro al geometra Christian Steiner, che per conto dell’impresa edile ha svolto il giudizio di stima. Di chiedere i danni a chi in Comune "inspiegabilmente" non ha fatto il proprio lavoro, in giunta almeno per ora non si è parlato.

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