BOLZANO. Il maestoso cedro del Libano abbattuto nella giornata di ieri è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Siamo in via Vittorio Veneto, dove si sta realizzando una pista ciclabile che sta lasciando sempre più perplessi i residenti e il cui vero scopo si sta rivelando per quello che è davvero: in ossequio alle richieste della Svp del rione, si sta concretizzando il palese tentativo di creare un tappo in entrata in città, per scoraggiare i pendolari a percorrere l’asse che porta in piazza Gries, in modo da indurli a servirsi di altre entrate, soprattutto viale Druso e l’uscita della MeBo in zona industriale. Il tutto con gravi ripercussioni a Gries, sia sul transito privato, sia sul traffico dei mezzi pubblici urbani ed extraurbani, per non parlare delle frequenti auto-ambulanze da e per l’ospedale San Maurizio. Senza, oltrettutto, che si riesca a realizzare una pista ciclabile effettivamente utile a chi pedala.
Un magnifico cedro del Libano. Uno dei pochi, pochissimi, all’entrata di Bolzano da San Maurizio. Lì da decenni, davanti alle caserme. Giù come fosse un inutile cespuglio. Il consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì ieri ha presentato una interrogazione urgente, per scoprire chi abbia deciso di abbattare quella maestosa pianta, sanissima. Un monumento naturale, ottant’anni alle spalle; uno dei pochi apportatori di ombra nella calura estiva di via Vittorio Veneto, dove non esistono piante pubbliche d’alto fusto. La pista ciclabile, si domanda Alessandro Urzì, non avrebbe potuto aggirare il cedro?
Come detto, però, il succo del discorso è un altro, di più ampio respiro, ed è sufficiente chiedere ai militari delle caserme, ai gestori del distributore di benzina, ai residenti, ai gestori del ristorante cinese, ai tantissimi utenti della linea bus 10 A e B. A chiunque, nella via. Per ricavare spazio alla ciclabile, si è ristretta un’arteria stradale in perfetta attività, così com’era, dalla metà degli anni Trenta. Sul lato meridionale, oltre all’opinabile e sostenuta spesa per gli espropri, si sta realizzando un percorso pedo-ciclabile che va pesantemente e pericolosamente a intaccare l’entrata di un frequentato distributore di carburanti, nonché gli accessi a svariati condomini. Il restringimento di carreggiata provoca inoltre notevoli disagi: basta un solo veicolo parcheggiato a lato, pochi minuti o secondi, per generare il caos. Due bus passano a mala pena. Se poi sono le 7.30-8 del mattino, con numerose corse extraurbane in entrata in città... Per non parlare delle frequenti ambulanze e delle auto dei medici d’urgenza del 118: come passare con un cammello attraverso la cruna di un ago. Il tutto, fanno notare i residenti, per una pista ciclabile poco utile, ché nasce monca: arriverà da San Maurizio solo fino al Grieserhof. E poi? Poi niente. La ciclabile finisce e in piazza Gries non si arriva comunque... Un milione di euro di lavori cui, forse, si sarebbe potuto rinunciare.
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