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BOLZANO. Questa volta si è riempita la piazza per Beppe Grillo. 1500-2000 persone (fonte questura) hanno sopportato ieri alle 17 il freddo sotto zero in piazza Municipio per il comizio del leader del Movimento 5 Stelle, tornato a Bolzano per presentare i candidati alla Camera e al Senato in Trentino Alto Adige. Arriva con il camper dello Tsunami tour. «Me l’hanno prestato, chi mi segue lo fa da volontario, si sono presi le ferie dal lavoro. Va abolito il finanziamento pubblico ai partiti,. Dicono “come si farebbe la politica?”. E noi allora? Giriamo in camper, dormiamo dagli amici e siamo già il terzo partito italiano». I candidati sono sul palco, qualcuno di loro verrà eletto. Il 16 dicembre c’erano 200 persone ad ascoltare Grillo in piazza Matteotti. Ieri piazza Municipio piena. Anche questo un sondaggio? Grillo ai sondaggi ci crede: «Più bassi siamo, più significa che gli facciamo paura... Chissà cosa si inventeranno fino al 24 febbraio». Lo inseguono le telecamere di Canal Plus e svariate troupe nazionali. I collaboratori mandano la diretta in streaming. La piazza urla con lui. «Gridate che sono un populista». «Populista!».
Ai giornalisti francesi parla in francese, prima di salire sul palco: «Certo che andremo al governo, c’est tres jolie». Con la piazza rispetta il dovuto plurilinguismo altoatesino. «Sì sono un populista. Come si dice in tedesco? Populist?». «Populist!».
Il debutto è tutto sudtirolese. I comici Franz e Bepi gli consegnano il canederlo d’oro. Mai dono fu più azzeccato. Grillo brandisce la forchetta con il canederlo: «Il canederlo è come la situazione italiana: un misto di finanza, di banche, di politica. È tutto un canederlo».
Poi torna il tormentone su Durnwalder-rottweiler,come l’altra volta, «cane da guardia del potere». Altro che «speciali». Sempre con il canederlo a mo’ di spada: «Eravate all’avanguardia nell’ambiente 20 anni fa. Potevate restarci, davanti, e invece...». Invece ci sarà l’inceneritore, «che brucerà rifiuti di tutta Europa» e non ci si capisce più niente. «Non so più chi sono, anche voi non lo sapete, siete del Trentino, dell’Alto Adige, statuto speciale, statuto normale. Volete tenere le tasse qui, mandare il 10% a Roma. Non ci si capisce niente, questa è una Italia da rifare». In ogni caso, «l’autonomia è bellissima, facciamo gli Stati uniti d’Italia». La piazza ride, lo segue. Grillo spara: «Prima che se ne vadano, dobbiamo controllare i conti di chi ci ha governato. Se non sono c-o-n-g-r-u-i, allora ci riprendiamo tutto, quei soldi vanno restituiti allo Stato». Boato. Demagogia? «Sì, è tutta demagogia. Al mio tre gridate: demagogo!». Recita tutte le parti in commedia. Dice e contraddice. In piazza i militanti storici che lo seguono dai tempi dei primi meetup, sono venuti anche da Trento e indossano la pettorina del servizio d’ordine. Tra mille persone quanti curiosi e quanti futuri elettori? La scommessa è tutta lì. «Guardate i nostri candidati», li indica, «sono persone normali, non campionesse olimpioniche (come Manuela Di Centa, eletta qui per conto del Pdl?). Le donne sono in gamba, non hanno il sedere di polistirolo». Il «tutti a casa» viene declinato. «I vertici del Pd vanno tutti processati per il Monte dei Paschi di Siena», altro boato. Se la prende con il presidente Napolitano: «Invece di sbattere i pugni sul tavolo per l’affare del Monte, invoca la privacy». Monti, «prima aumenta le tasse, poi promette che vuole ridurle. Ma cosa dici?». La piazza urla «il nano in galera». Grillo è per le pene alternative: «Ci costerebbe 300 euro al giorno. Meglio i lavori socialmente utili». Per rimettere in piedi l’Italia «spolpata» serve il reddito di cittadinanza, il sostegno alle piccole e medie imprese, «che chiudono per crediti, non per debiti», il ripensamento del ciclo delle merci, un lavoro «degno di questo nome, perché siamo tornati al lavoro che schiavizza». Sale sul camper, prossima tappa Trento.
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