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BOLZANO. The End. Addio al cinema Eden. La crisi e la concorrenza del Cineplexx hanno avuto la meglio: i bilanci non quadrano più e il gestore Massimo Dal Maso chiude la sala in via Leonardo da Vinci. Il cinema era stato aperto nel 1913 e passato ai Dal Maso nel 1984. Mercoledì sera l'ultima pellicola proiettata - ma in realtà non è più nemmeno una pellicola, ormai i film si mostrano in digitale - è stata «Buona giornata», di Carlo Vanzina.
Amara ironia, quel titolo. Una quindicina gli spettatori, ignari di assistere all'ultimo atto della vita della sala. A fine spettacolo Massimo Dal Maso ha chiuso l'Eden; ieri era giorno di riposo; da oggi resterà chiuso. Addio all'ultimo cinema «monosala» in città, ora restano solo Capitol e Cineplexx. Già, il Cineplexx. Una delle cause, forse la principale, della chiusura. Dalla sua apertura (2009) gli affari per l'Eden sono crollati.
Dice Dalmaso: «Prima avevamo 55-60 mila spettatori all'anno. Nel 2011 ne abbiamo registrati 20 mila. Impossibile andare avanti così». E questo nonostante il canone d'affitto fosse stato ribassato, e la sala avesse cercato di ampliare la sua clientela: «La multisala ai Piani ci ha fatto quasi sparire la fascia d'età dai 18 ai 40 anni. Abbiamo provato a tamponare programmando il cinema per bambini al pomeriggio, e poi col digitale offrendo anche l'opera. Ma non è bastato, anche perché nel frattempo la crisi economica è peggiorata e la gente non ha il cinema come priorità. E poi sono mancati i grandi film, quelli di richiamo».
Certo le difficoltà riguardano tutti i piccoli cinema d'Italia, o quasi. Fatturati in calo e concorrenza sempre più forte: le multisala, le pay-tv, internet (e la pirateria). Secondo Dalmaso senza il Cineplexx l'Eden avrebbe potuto sopravvivere, sia pure senza navigare nell'oro. Lo sbarco della multisala è stata una condanna a morte. Inevitabile: «Io lo chiamo il McDonald's del cinema, ma il futuro è quello lì, inutile girarci attorno. Tra l'altro entro un paio d'anni tutti i film saranno solo in digitale e comprare l'impianto costa 100 mila euro». Insomma non c'era scampo. A meno che non si bussi alle porte della Provincia.
Ma, almeno per ora, è andata male: «Non potevano darci contributi perché siamo un'attività commerciale - dice Dalmaso -. Abbiamo proposto allora di trasformarci in cinema d'essai, una sorta di doppione del Filmclub, ma ci è stato fatto capire che non ci avrebbero dato quasi nulla». Il Filmclub è stato a lungo una spina nel fianco per l'Eden: «Già, per loro contributi pubblici a ripetizione... Ma è inutile recriminare, è così e basta».
Secondo Dal Maso la partita potrebbe non essere del tutto chiusa: «Se qualcuno in Provincia cambiasse idea e ci assegnasse i contributi, a settembre potremmo anche riaprire. Fino ad allora i locali resteranno vuoti». Da oggi sulla vetrina del cinema sarà appeso un manifesto con un saluto agli spettatori. E sul sito sarà pubblicata una lettera aperta.
«L'affetto di chi ha continuato a venire da noi anche dopo l'apertura del Cineplexx è una delle cose più belle che mi porterò dietro», racconta Dal Maso. Che l'ultimo film dell'Eden sia stata l'ennesima commedia firmata Vanzina non è forse un caso: «Di recente i film che attirano più pubblico sono proprio le commedie. C'è stato il periodo dei film italiani, poi quello dei film d'azione: ma ora probabilmente al cinema la gente cerca soprattutto di ridere, per dimenticare quello che c'è fuori...».
Amara ironia, quel titolo. Una quindicina gli spettatori, ignari di assistere all'ultimo atto della vita della sala. A fine spettacolo Massimo Dal Maso ha chiuso l'Eden; ieri era giorno di riposo; da oggi resterà chiuso. Addio all'ultimo cinema «monosala» in città, ora restano solo Capitol e Cineplexx. Già, il Cineplexx. Una delle cause, forse la principale, della chiusura. Dalla sua apertura (2009) gli affari per l'Eden sono crollati.
Dice Dalmaso: «Prima avevamo 55-60 mila spettatori all'anno. Nel 2011 ne abbiamo registrati 20 mila. Impossibile andare avanti così». E questo nonostante il canone d'affitto fosse stato ribassato, e la sala avesse cercato di ampliare la sua clientela: «La multisala ai Piani ci ha fatto quasi sparire la fascia d'età dai 18 ai 40 anni. Abbiamo provato a tamponare programmando il cinema per bambini al pomeriggio, e poi col digitale offrendo anche l'opera. Ma non è bastato, anche perché nel frattempo la crisi economica è peggiorata e la gente non ha il cinema come priorità. E poi sono mancati i grandi film, quelli di richiamo».
Certo le difficoltà riguardano tutti i piccoli cinema d'Italia, o quasi. Fatturati in calo e concorrenza sempre più forte: le multisala, le pay-tv, internet (e la pirateria). Secondo Dalmaso senza il Cineplexx l'Eden avrebbe potuto sopravvivere, sia pure senza navigare nell'oro. Lo sbarco della multisala è stata una condanna a morte. Inevitabile: «Io lo chiamo il McDonald's del cinema, ma il futuro è quello lì, inutile girarci attorno. Tra l'altro entro un paio d'anni tutti i film saranno solo in digitale e comprare l'impianto costa 100 mila euro». Insomma non c'era scampo. A meno che non si bussi alle porte della Provincia.
Ma, almeno per ora, è andata male: «Non potevano darci contributi perché siamo un'attività commerciale - dice Dalmaso -. Abbiamo proposto allora di trasformarci in cinema d'essai, una sorta di doppione del Filmclub, ma ci è stato fatto capire che non ci avrebbero dato quasi nulla». Il Filmclub è stato a lungo una spina nel fianco per l'Eden: «Già, per loro contributi pubblici a ripetizione... Ma è inutile recriminare, è così e basta».
Secondo Dal Maso la partita potrebbe non essere del tutto chiusa: «Se qualcuno in Provincia cambiasse idea e ci assegnasse i contributi, a settembre potremmo anche riaprire. Fino ad allora i locali resteranno vuoti». Da oggi sulla vetrina del cinema sarà appeso un manifesto con un saluto agli spettatori. E sul sito sarà pubblicata una lettera aperta.
«L'affetto di chi ha continuato a venire da noi anche dopo l'apertura del Cineplexx è una delle cose più belle che mi porterò dietro», racconta Dal Maso. Che l'ultimo film dell'Eden sia stata l'ennesima commedia firmata Vanzina non è forse un caso: «Di recente i film che attirano più pubblico sono proprio le commedie. C'è stato il periodo dei film italiani, poi quello dei film d'azione: ma ora probabilmente al cinema la gente cerca soprattutto di ridere, per dimenticare quello che c'è fuori...».
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