MERANO. La sede del Circolo militare unificato di via Mainardo torna ad avere le sembianze di un’opportunità non sfruttata appieno. Pare proprio un caso di “vorrei ma non posso”, la bella palazzina situata sulla via di collegamento fra centro storico e stazione.

Dotata di ampio giardino e parcheggio, un tempo la struttura – quando le caserme meranesi funzionavano a pieno regime – era assai frequentata e attiva. Successivamente, con il progressivo ridimensionamento delle truppe in riva al Passirio, le cose sono cambiate e il movimento s’è ridotto. E da un mese circa a questa parte, addirittura pressoché azzerato. Il motivo è semplice: dopo la scadenza del contratto con il precedente gestore, la ditta vincitrice della nuova gara per la concessione del servizio di ristorazione (che comprende anche la manutenzione dei locali adibiti a uso foresteria) ha fatto marcia indietro poco prima del subentro.

È stato subito indetto un nuovo bando, ma è andato deserto. Di fatto, al momento il personale militare assegnato al Circolo non può fare altro che mettere a disposizione le sale che naturalmente, in un contesto privo di servizi, non sono granché appetibili. E neppure le stanze della foresteria possono essere affittate. Insomma, un orizzonte piuttosto desolante, alla luce anche degli investimenti recenti sulla struttura: poco più di due anni fa sono state compiute opere di risanamento e riqualificazione che hanno interessato i piani superiori dell’edificio, dove sono state ricavate undici stanze per oltre venti posti letto complessivi proprio per la foresteria.

Un’operazione finanziata con 340 mila euro dalla Provincia nell'ambito degli accordi con l'Esercito, nei quali rientra la sdemanializzazione delle caserme di via Palade. Anche dopo la fine di quei lavori, al termine di una chiusura del Circolo perpetratasi per un paio d’anni, il reperimento di un gestore non era stato facile. Fra l’altro, le gare d’appalto legano la gestione della struttura meranese a quella analoga di Bolzano, cosa che secondo alcuni potrebbe scoraggiare eventuali imprenditori timorosi di compiere il passo più lungo della gamba.

Forse il nuovo bando suddividerà le due gestioni, nel tentativo di accalappiare qualche attenzione in più. Fra l’altro sembra che in un prossimo futuro possano essere compiute opere di miglioramento agli infissi, uno dei maggiori nemici delle spese di gestione: la struttura è grande e le spese per il riscaldamento incidono in modo significativo sul suo mantenimento. Una faccenda dunque piuttosto intricata, ma che torna a sollevare la questione dell’effettivo utilizzo dell’edificio. Per molti, date le sue caratteristiche, potrebbe essere impiegato in modo assai più proficuo per la città.

Non da ultimo, dalle associazioni combattentistiche e d’arma alcune delle quali hanno trovato altrove una propria sede. Limitare la frequentazione del Circolo ai soli soci, secondo opinione diffusa, pone un ostacolo importante a chi gestisce e deve incassare. Insomma, servono nuovi impulsi per tornare a far rivivere e frequentare il Circolo unificato. Altrimenti, continuerà ad avere le sembianze dell’opportunità non sfruttata appieno.

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