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BOLZANO. In corso Italia, di fronte al supermercato Poli, qualcuno si è dimenticato di ritirare il bidoncino condominiale. Qualcun altro, nel giardinetto sul retro della sede Sad a pochi metri di distanza, ha abbandonato un sacchetto azzurro delle immondizie, contenente, e lo si vede da fuori, anche bottiglie di vetro e carta di giornale. Succede un po’ in tutta la città, ma in questi giorni si sta evidenziando anche un altro fenomeno, che ieri ha raggiunto probabilmente il clou probabilmente causa la concomitanza fra il mercato del sabato in zona piazza Vittoria e il pesante afflusso di turisti di fine estate in centro storico. Spariti i cassonetti comuni in strada, i cestini stradali delle immondizie sono stracolmi.
Succede di fronte al supermercato Poli di corso Italia: sparito il cassonetto stradale, dove metto il cartone del trancio di pizza? Troppo grande per entrare nel bidone, tocca metterlo mezzo dentro e mezzo fuori. A ponte Loreto, al termine della ciclabile, proprio a pochi metri dalle case di viale Trento, nel cestino c’è dentro qualcosa, ma il più sta a terra: quattro sacchetti delle immondizie, probabilmente confezionati senza tanto impegnarsi nella differenziata. Cestino stracolmo di bicchieri di plastica e altre porcherie in Ztl, all’incrocio tra via Museo e piazza Erbe. E i turisti germanici che strabuzzano gli occhi perché - culturalmente - non ce la fanno a disfarsi del torsolo di mela gettandolo a terra. Cestino inutilizzabile anche al termine di via Grappoli, davanti alla cassa Rurale. Impossibile anche solo spegnerci una sigaretta: pieno.
«In consiglio comunale avevamo chiesto di potenziare la consistenza dei cestini, ma non ci hanno voluto dare retta», commenta il consigliere del Psi Claudio Della Ratta. Numerosi, ai tempi delle discussioni sul nuovo regolamento rifiuti, sia i documenti voti che gli emendamenti. Ma sia i consulenti lombardi su cui ha fatto affidamento Seab sia la stessa società bolzanina avevano spiegato come l’aumento dei portarifiuti con ogni probabilità avrebbe trasformato i cestini in veri e propri ricettacoli di rifiuti residui. «Proprio stamattina - racconta Della Ratta - mi è capitato di dover camminare almeno 500 metri per poter gettare i bisogni del cane. In molti però non fanno lo sforzo. Sarebbe preferibile aumentare il numero dei cestini. Come si fa a trovare un posto dove gettare un torsolo di mela o una ciunga?».
«Non è previsto» fa eco il dirigente dei servizi ambientali di Seab Francesco Gallina. «Abbiamo attivato un monitoraggio a livello cittadino, per evidenziare le zone prive di cestini. Lì ne verranno posizionati di nuovi, ma dove già ci sono non ne metteremo altri. In città ci sono oltre un migliaio di cestini, che vengono svuotati tutti i giorni. È vero che in alcune zone sono pieni, ma è perché vengono utilizzati in maniera impropria. Ricordo che a Merano sono stati costretti a ridurre l’apertura per inserire le immondizie, così hanno impedito che ci si possa infilare di tutto. E se qualcuno dice che i cestini sono troppo lontani rispondo dicendo: in montagna ci sono i cartelli: riportatevi a casa i vostri rifiuti. Qui vale lo stesso».
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