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MERANO. Per 440 abitanti la città di Merano resta a maggioranza di lingua tedesca. Merano è e resta una città spaccata in due dal punto di vista linguistico e culturale, una città che non ha paragoni in Europa. Sarebbe bastato che meno di 300 residenti avessero cambiato gruppo di appartenenza per far balzare nuovamente il gruppo italiano in testa, costringendo il sindaco a ripetere al contrario l'operazione di inversione delle scritte fatta nel corso dell'ultimo decennio sui cartelli che indicano le vie cittadine o sulle targhette all'ingresso degli uffici comunali. Questo uno dei dati più significativi che emergono dai responsi elaborati dall'ufficio demografico del Comune in base alle informazioni ottenute dall'Astat sul censimento generale che ha coinvolto tutti i residenti da ottobre a fine gennaio. Ma non si tratta dell'unico dato interessante: quasi 6 mila censiti non si sono dichiarati linguisticamente rifiutando il modulo apposito allegato al censimento e oltre 1.400 abitazioni in città sono state censite come non occupate.
Gruppi linguistici. Degli oltre 37 mila abitanti censiti a Merano, il 50,47% si è dichiarato di madrelingua tedesca mentre il 49,06% ha barrato la casella del gruppo italiano. Un abitante su sei (5.912 persone per la precisione), hanno scelto di non dichiararsi dal punto di vista linguistico e quindi non hanno compilato il modulo che gli incaricati comunali hanno consegnato. All'appello mancano ancora 1.261 persone che a ottobre 2011 risultavano presenti, ma che in realtà sono sfuggite al censimento. Tra di loro oltre 900 sono gli stranieri che hanno lasciato la città. Gli stranieri residenti sono comunque in aumento e sfiorano le 5 mila unità. Sedici cittadini saranno addirittura multati per non aver risposto alla diffida di compilazione inviata dall'Istat.
Abitazioni sfitte. I settantadue rilevatori, che tra ottobre e gennaio hanno fatto compilare il censimento, hanno anche rilevato la presenza di 1.438 abitazioni non occupate. Un dato che finalmente è ufficiale (fino a ora in Comune si stimavano 1.200 casi) e che spiega l'urgenza di convertire il meccanismo delle agevolazioni pubbliche dal settore delle nuove costruzioni a quello delle ristrutturazioni. Tra gli alloggi sfitti rientrano sicuramente anche quegli edifici che si trovano in condizioni di inagibilità o una parte degli alloggi da anni disabitati che ci trovano all'interno dei Portici.
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