BOLZANO. «Appena il sindaco rientra dalle ferie - anticipa il vicesindaco Stephan Konder - voglio parlarne con lui. Il city manager è previsto dall'accordo di coalizione che abbiamo firmato nel 2025, adesso bisogna decidere cosa fare. Se si stabilisce che serve per migliorare l'efficienza dell'apparato amministrativo e l'efficacia dell'azione politica, allora la ricerca deve partire subito. Altrimenti diventa troppo tardi».

Viste le difficoltà incontrare sembrava definitivamente accantonata l'idea di cercare un city manager per il Comune; almeno fino a pochi giorni fa quando l'aveva rilanciata Roberto Zanin, fondatore della Civica del sindaco, ma il primo cittadino Claudio Corrarati, in vacanza dopo il malore che lo ha colpito a fine luglio, l'aveva subito stoppata, avocando a sé e alla sua coalizione - Svp, FdI, FI e Lega - ogni decisione al riguardo. Corrarati è atteso in Municipio per martedì 25 agosto. Più che mai deciso ad andare avanti con l'entusiasmo dell'inizio del mandato, semmai imponendosi - dopo l'avvertimento che gli ha dato il suo corpo - un ritmo un po' meno frenetico. Per l'inizio di settembre - non c'è ancora una data fissata - è in programma una giornata di clausura della coalizione, per fare il punto su quella che è l'attuazione del programma ed è probabile che in quell' occasione si parlerà anche dell'opportunità o meno di assumere un city manager. Ruolo ricoperto per primo negli anni Novanta da Renzo Caramaschi, sindaco all'epoca era Giovanni Salghetti Drioli; poi era stata la volta di Helmuth Moroder con sindaco Luigi Spagnolli; quindi Andrea Zeppa nel primo mandato del sindaco Caramaschi. Da sei anni e mezzo questa figura non è più nell'organigramma del Comune.

Vicesindaco, lei dunque ritiene che potrebbe essere utile avere un city manager, visto che lo avete inserito nel programma.

Se è una figura di alto livello sicuramente. Per questo è stata inserita nel programma di coalizione. È passato un anno e mezzo dalle elezioni, adesso bisogna decidere se prendere un city manager oppure si lascia perdere.

Lei ne fa una questione di tempi.

Sicuramente. Il nostro mandato scade nel 2030. Se si decide ora di investire su una figura di questo tipo, bisogna innanzitutto trovarla. Cosa niente affatto scontata. Una volta assunta, dovrà capire come muoversi. I tempi cominciano ad essere un po' stretti. Anche perché la nomina del city manager è legata al sindaco e scade quando finisce il suo mandato.

I tre city manager che si sono avvicendati in Comune a Bolzano venivano tutti dalla pubblica amministrazione. È un caso oppure si può andare a cercare anche nel settore privato?

È un caso. Si può spaziare sia nel pubblico che nel privato. Servono ovviamente laurea, patentino di bilinguismo ed esperienza dirigenziale. Noi abbiamo diverse grosse partite aperte. Per questo sarebbe importante avere una figura che dialoghi con le ripartizioni raccordandosi con gli assessorati e tenendo i rapporti con la Provincia.

Stabilito che i tentativi fatti all'inizio del mandato dal sindaco si sono rivelati infruttuosi, come suggerisce di muoversi per cercare di individuare la persona giusta?

Oggi non è facile trovare personale in genere, meno che meno dirigenti di un certo livello. Bisogna rivolgersi probabilmente a quelle società specializzate nella ricerca di determinate figure.

Quanto costa un city manager?

Bisogna calcolare intorno ai 230-240 mila euro all'anno. È una spesa importante per il Comune, ma se può contribuire a migliorare l'efficienza della macchina, è un investimento che vale la pena fare.