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BOLZANO. Non solo i genitori, ma pure i presidi spingono sull’ampliamento dei potenziamenti linguistici anche alle scuole superiori, allo scopo di preparare adeguatamente gli studenti all’università trilingue. Intanto, le sezioni bilingui in città si moltiplicano: mentre alle elementari, tipo alle Manzoni o alle Longon, sono ormai una banale ovvietà, alle medie Foscolo da quest’anno le classi coinvolte sono raddoppiate, mentre alle medie Archimede, ieri mattina, hanno iniziato le lezioni le prime due classi bilingui. Le lezioni di matematica verranno tenute da docenti di lingua tedesca, presi in prestito dall’intendenza scolastica di lingua tedesca. Entusiasti i genitori, che ieri hanno accompagnato i figli alla lectio brevis di inizio anno scolastico.
Numero chiuso. Anche in questo caso, alle Archimede come alle Foscolo, le sezioni bilingui sono rigorosamente a numero chiuso; il criterio di ammissione è basato in primis sulla presentazione delle adeguate certificazioni linguistiche internazionali, intanto per garantire un buon livello minimo nella conoscenza del tedesco, ma pure per arginare l’assalto di iscrizioni. Perché i genitori, ogni anno di più, premono. E premeranno, di certo, anche quando i loro figli compiranno i 14 anni e dovranno iscriversi alle secondarie di secondo grado.
Le polemiche. Tolto l’inizio anticipato dell’anno scolastico imposto dalla riforma dell’assessore Kasslatter Mur che ha messo nelle peste i docenti; e passando sopra alla riduzione forzata a cinque giorni di lezione che ha costretto le scuole medie, Archimede compresa, a rinunciare alle lezioni del sabato (Fermi, Ada Negri, Merano 1 e 2 hanno invece ottenuto la deroga, in attesa del pronunciamento del Tar sui loro ricorsi al riguardo); e non considerando nemmeno le attese e irrinunciabili proteste da parte dei genitori per via della cosiddetta settimana Sharm el Sheik (le vacanze di novembre non volute ma imposte dalla giunta provinciale), il tema all’ordine del giorno, almeno nelle scuole del capoluogo, è senza dubbio il potenziamento del tedesco da estendere anche alle superiori. Non fanno eccezione le scuole di via Roen, da almeno un quindicennio in prima fila nelle sperimentazioni di L2.
Il vero tema. Dopo la presa di posizione, ieri, della dirigente del Bolzano VI Mirca Passarella, sostenuta dai genitori dell’associazione per una scuola plurilingue Mix-Ling, ora si schiera apertamente a favore delle superiori linguisticamente potenziate anche la preside dell’istituto comprensivo Bolzano V, Marina Degasperi. Che annuncia: «Assieme al Bolzano VI stiamo avviando una collaborazione con i licei, in particolare con il linguistico Carducci. I colloqui sono già iniziati e proseguiranno nel corso dell’anno. Anche visto il loro indirizzo, sono molto interessati alle nostre esperienze e, ovviamente, si vogliono preparare a dovere per quando, fra pochi anni, al liceo arriveranno i primi studenti con un curriculum bilingue».
La politica? La politica ha annunciato qualcosina al riguardo, ma fino ad oggi sul tavolo dei presidi non è arrivato molto di concreto. Il discorso da cui si parte è facilmente comprensibile: come si fa a interrompere un iter pedagogico e didattico bilingue, o per meglio dire trilingue, con cinque anni di buco? Bilingui alle elementari, bilingui alle medie, bilingui all’università. E dai 14 ai 18 anni?
Giunta controcorrente. Non sarà uno sviluppo ovvio e banale, perché le resistenze non mancano. Lo ha dimostrato lunedì la giunta provinciale, votando una delibera incomprensibile a chi lavora per potenziare la seconda lingua: l’ora di lezione in lingua straniera veicolare imposta dalla Gelmini, in quinta superiore, non si potrà tenere in italiano nelle scuole tedesche o in tedesco nelle scuole italiane. Si dovrà usare una lingua terza, inglese, francese o altro.
Esempi concreti. Per comprendere meglio la direzione intrapresa invece da chi vuole davvero il plurilinguismo, Degasperi spiega semplicemente come funzionano elementari e medie di via Roen. «Quest’anno abbiamo due sezioni bilingui alle elementari e iniziamo con due bilingui alle medie: 12 o 13 ore di tedesco a settimana. Con il supporto dell’ispettore provinciale di L2 abbiamo trovato due insegnanti di matematica tedeschi. Ci verranno prestati, ciascuno due ore a settimana. Così, è garantita la competenza disciplinare e, al contempo, si potenzia quella linguistica. Prove Invalsi e certificazioni del Goethe ci danno ragione: funziona!». Ora il mondo della scuola spera che le indicazioni provinciali per i curricoli contemplino i potenziamenti anche alle superiori. «Il mio auspicio è che il progetto bilingue non venga troncato». Sono in molti a sperarlo.
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