BOLZANO. Dopo una serie di accertamenti, gli agenti della Squadra Mobile, coordinati da Giuseppe Tricarico, hanno eseguito un’ordinanza della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un altoatesino di 40 anni, S. F. le sue iniziali, accusato di aver rapinato una prostituta nella zona dei Piani di Bolzano. L’episodio è avvenuto a metà maggio. L’uomo, imprenditore altoatesino, è stato identificato grazie alla targa dell’automobile e alle foto scattate da due donne intervenute in aiuto della vittima.

Ma ecco i fatti: il bolzanino si sarebbe appartato con una giovane prostituta sudamericana, dopo essersi messo d’accordo sul prezzo e il tipo di prestazione. Ma una volta in macchina, l’imprenditore non sarebbe riuscito a concludere l’atto sessuale, chiedendo alla lucciola indietro i suoi soldi. La donna, ovviamente, si è rifiutata.

A quel punto, il bolzanino ha colpito la sua vittima più volte in faccia con un pugno, portandole via la borsetta. Non solo: come se non bastasse ha messo in moto il motore e ha scaraventato la giovane sudamericana fuori dall’auto in corsa. Alla drammatica scena hanno assistito alcune colleghe della vittima, che hanno chiamato la polizia e hanno scattato delle foto della vettura in fuga con il cellulare. La ragazza è stata portata in ospedale, dove è stata medicata.

Intanto, gli agenti hanno dato il via a una serie di accertamenti, riuscendo a risalire all’identità del cliente. Le foto scattate dalle amiche della lucciola sono state essenziali. Dopo aver scoperto l’identità dell’uomo, la polizia ha effettuato una perquisizione domiciliare a casa sua. Gli agenti hanno trovato il cellulare della vittima, e la sua scheda Sim, che conteneva diverse fotografie personali della donna. All’interno del veicolo dell’imprenditore è stato trovato anche uno degli orecchini della prostituta che aveva perso, mentre l’uomo la colpiva ripetutamente. Ora è agli arresti domiciliari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA