MERANO. Ecco le regole che disciplineranno i rapporti tra il futuro soggiorno per anziani al Martinsbrunn e il Comune di Merano, che assieme alla Provincia ha contribuito alla trasformazione della clinica di riabilitazione di Quarazze. Tra qualche giorno in consiglio comunale verrà presentato l'accordo integrativo che mette i paletti all'attività delle suore di San Vincenzo, che è bene ricordare otterrano dall'ente pubblico i due terzi dei finanziamenti necessari per effettuare la maxi ristrutturazione da 16,7 milioni di euro.

I ricoveri delle persone anziane dovranno avvenire secondo la graduatoria del Comune di Merano, almeno fino a quando non entreranno in vigore le graduatorie uniche provinciali. Suore del ordine religioso di San Vincenzo e preti residenti in Provincia avranno la precedenza. Al Martisbrunn dovranno essere accolti tutti quattro i livelli di non autosufficienza senza discriminanti. Ogni anno il Comune di Merano dovrà ricevere dai gestori del Martinsbrunn un bilancio sociale. Manutenzione ordinaria e straordinaria della nuova casa ristrutturata saranno interamente a cura dell'ordine religioso. Se però le suore dovessero ritirarsi dalla gestione e cedere l'ex clinica di Quarazze a un nuovo gestore, questa operazione potrà avvenire solo previa autorizzazione del Comune di Merano.

In caso il gestore utilizzasse il Martinsbrunn non in conformità con le finalità pubbliche assegnate, il Comune potrà procedere con l'acquisizione della struttura. Il Comune potrà dire la propria con una autorizzazione anche in caso di attivazione di nuovi servizi come una mensa o un centro diurno. Durante la gestione affidata alle suore di San Vincenzo non potranno essere esternalizzati i servizi alla persona.

Finanziamento. La ristrutturazione completa del Martinsbrunn costerà 16,7 milioni di euro, il primo lotto dei lavori per i quali è già stata bandita la gara d'appalto ammonta a nove milioni e mezzo. Con questo lotto saranno realizzati i primi 48 posti letto. La Provincia sulla spesa totale garantirà un contributo a fondo perduto di 5,79 milioni liquidato in tre rate annuali. Il Comune accenderà un mutuo presso il fondo rotazione per altri 3,86 milioni, anche questi liquidati alle suore in 4 rate annuali da 965 mila euro. Il resto della somma sarà investito direttamente dall'ordine religioso. Collaudo entro il 2020. (rog)