BOLZANO. Il Pronto soccorso del San Maurizio da anni letteralmente scoppia, in particolare nel corso della stagione invernale. Le attese per una prestazione sono ormai il più delle volte calcolate in diverse ore. Il Piano quinquennale degli investimenti per la struttura ospedaliera cittadina prevede solo fondi con il contagocce tanto che il cantiere, ad esempio, del nuovo pronto soccorso non potrà essere aperto prima del 2018 ed entrare in operatività tre anni dopo. Però il direttore generale dell'Asl Andreas Fabi nei giorni scorsi ha dato il via a un progetto per introdurre una nuova organizzazione gestionale a partire proprio dal pronto soccorso di quattro dei sette ospedali altoatesini, ovvero Bolzano, Bressanone, Brunico e Merano.

Si tratta di un progetto pilota di “Lean Thinking”, ovvero di un approccio operativo del tutto innovativo, un nuovo modo di ragionare destinato a investire l’Asl nella sua totalità e che si propone di aggredire gli sprechi lungo tutta la catena del valore per accrescere la flessibilità. Un modello – come si legge nella delibera di Fabi - “sviluppato inizialmente dall'industria automobilistica giapponese e diffuso ormai a livello mondiale nonché realizzato con successo anche in settori lontani dalla produzione e dall'industria, tra cui anche la sanità”.

Insomma per tradurre, forse prosaicamente, la delibera dell’Asl, al San Maurizio i pazienti, feriti e malati, costretti ad affrontare spesso un vero e proprio “girone dantesco” avranno però un approccio “innovativo” da parte del personale che sarà organizzato su modello e filosofia giapponesi. Si dirà: un salto di qualità considerato che dovrebbero arrivare risultati come “una riduzione dei percorsi dal 38 al 77%, dei tempi di attesa dal 25 al 80%, delle giacenze fino al 50% nonché un aumento della produttività di oltre il 15%”.

Perché - sottolinea Fabi - “questi processi di cambiamento si orientano non solo più su cambiamenti strutturali o livello di personale bensì mirano ad una sostanziale e profonda trasformazione culturale e imprenditoriale dell'Asl che provenga dalla direzione aziendale e dai dirigenti e che riguardi tutti i collaboratori e tutti i settori dell’azienda”.

Ma veniamo ad alcuni aspetti più concreti di questo progetto: è stato affidato direttamente, senza gara, alla società bolzanina di consulenza Matt & Partner che metterà a disposizione per il percorso formativo del personale e per l'attuazione del progetto con decorrenza aprile 2013 un team di dodici ingegneri sotto la guida di Dominik Matt. La durata del progetto pilota sarà di un anno e il “corrispettivo sarà di 196.632 euro più contributi Inps e Iva corrispondente a 1.404 ore complessive, più altri 45.000 euro quale importo per l'elaborazione della documentazione dei corsi”. Il tutto “nel rispetto della più assoluta riservatezza rispetto a tutti i dati e le informazioni raccolte”.

In attesa delle positive ricadute di questo sforzo culturale ed organizzativo, ai pazienti non resterà che imparare nel frattempo qualche preghiera nipponica mentre sono in attesa di un infermiere o di un medico mentre al personale sanitario del San Maurizio non resterà che prepararsi a delle nuove forme di relazioni sindacali: in Giappone non si sciopera, anche se non si viene coinvolti in trasformazioni così radicali del lavoro, ma al massimo si indossa una fascia – meglio gialla, perché nera non sarebbe propriamente benaugurante – infilata al braccio.