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BOLZANO. Niente regali, regole per evitare conflitti di interesse, disciplina dei comportamenti tra colleghi, obbligo di segnalazione di ogni illecito sospettato nella amministrazione. La Provincia ha pubblicato ieri il codice di comportamento del personale, adottato dalla giunta nella seduta del 29 luglio. Si tratta di un atto dovuto di applicazione della normativa nazionale anti corruzione, cui si stanno adeguando tutti gli enti in Alto Adige, dai Comuni alla Asl. La delibera comprende sia il piano pluriennale per la trasparenza 2014-2016 sia il codice di comportamento del personale e dei dirigenti della Provincia. Tra le regole, l’obbligo del segreto d’ufficio, l’uso di un linguaggio chiaro nelle comunicazioni esterne. Il codice di comportamento non deve essere rispettato solo dai dipendenti provinciali. Le sue regole valgono per una platea assai più estesa, che comprende anche i consulenti, i titolari di incarichi e le imprese fornitrici di beni e servizi.
Stop ai regali. Non c’è Natale o compleanno che tenga. I dipendenti e dirigenti provinciali non potranno ricevere regali. La regola si trova all’ interno del paragrafo «Prevenzione della corruzione». Il personale, viene specificato, «non chiede, né sollecita, per sé o per altri, regali o altre utilità. Non accetta regali o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore effettuati occasionalmente nell’ambito delle normali relazioni di cortesia». Come si vede, vengono ammessi solo omaggi di modico valore, senza che venga specificata una cifra. Ma il riferimento c’è, precisa il segretario generale della giunta Eros Magnago, responsabile del procedimento: «A livello nazionale è fissato un valore massimo di 150 euro. Ci sembra alto. La nostra indicazione sarà di restare sotto».
Le norme anti corruzione. Come regola anti corruzione i dipendenti sono tenuti a comunicare la propria adesione ad associazioni o organizzazioni «i cui ambiti d interesse possono interferire con lo svolgimento dell’attività d’ufficio». La regola non vale per l’iscrizione a partiti o sindacati. Il personale è tenuto a informare per iscritto le eventuali partecipazioni azionarie e interessi di qualsiasi natura, finanziari e non, «collegati ad attività o decisioni inerenti l’unità organizzativa e che possano comportare un conflitto di interessi con l’attività svolta». L’obbligo di trasparenza vale inoltre per i parenti o affini del dipendente fino al secondo grado o per i conviventi. Il dipendente ha il sospetto di situazioni di illecito nella amministrazione? Oltre all’obbligo di denuncia alla magistratura, sarà tenuto a segnalare al dirigente preposto i fatti di cui è a conoscenza. I dirigenti sono tenuti a informare sulla propria situazione patrimoniale e a dichiarare se i propri parenti o coniuge «esercitano attività politiche, professionali o economiche che li pongano in contatti frequenti con l’unità organizzativa che dovrà dirigere».
Il conflitto di interessi. Il personale non può assumere decisioni o svolgere attività in situazione di conflitto di interesse con interessi propri, del coniuge, di conviventi o parenti fino al secondo grado. E non solo. Il conflitto di interesse riguarda anche i rapporti tra un dipendente e «persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale» o, al contrario, soggetti e organizzazioni con cui il dipendente o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia. (fr.g.)
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