Bolzano. La chiamano «Codice rosso», è la legge approvata ieri in via definitiva al Senato per la «Tutela delle vittime di violenza domestica e di genere». È passata con 197 sì e 47 astensioni, arrivate dai banchi di Pd e Leu. Tra i voti a favore anche quelli della Svp. La presidente del Gruppo per le autonomie Julia Unterberger, avvocato, ha seguito la legge nella sua costruzione. «Si poteva fare di più sul fronte della prevenzione», sottolinea Julia Unterberger.

La dicitura «codice rosso», ha dichiarato in aula Julia Unterberger, «rende bene l’idea della corsia preferenziale che il sistema giudiziario deve dare alla violenza contro le donne». È positivo un provvedimento, sottolinea Julia Unterberger, che obbliga il pubblico ministero ad ascoltare la vittima entro tre giorni. Nella mia esperienza, la cosa peggiore per una donna che ha denunciato è quando vede che non succede nulla. Ci sono dei casi in cui il pubblico ministero chiede addirittura l’archiviazione senza avere mai ascoltato la persona che ha denunciato». Importante anche la norma, prosegue la senatrice, «che obbliga la procura ad informare la vittima sullo sviluppo del procedimento, in particolare sulla modifica delle misure di protezione o sulla scarcerazione dell’indagato. Così come è significativa la norma sulla formazione delle forze dell’ordine e quella che collega la sospensione della pena a un percorso psicologico della persona condannata».

Tra i temi rimasti scoperti, l’istigazione all’odio e alla discriminazione di genere sulla rete. Le opposizioni hanno provato fino all’ultimo a modificare la legge. È passato in aula un ordine del giorno di Julia Unterberger che impegna il governo a legiferare. «Come opposizione presenteremo un disegno di legge in questo senso», anticipa Julia Unterberger, «Sarebbe stato meglio farlo subito, perché questo tema è diventato urgente e perché la violenza fisica contro le donne ha alla base una violenza verbale e un clima culturale che bisogna assolutamente cambiare. Contestualmente a misure che incidono sul diritto penale, ci vuole l’introduzione di norme più efficaci per la parità tra i sessi nell’accesso alle cariche pubbliche, nel mondo del lavoro e sul fronte salariale, dove le donne guadagnano molto meno degli uomini a parità di mansione. Bisogna cioè lavorare contro la disparità tra i sessi, perché la violenza contro le donne è sempre espressione della disuguaglianza tra i generi».

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