MERANO. Fenomeno Bubi. C’è chi parla, a ragione, di miracolo sportivo. Ma quanto compiuto sul campo non è tutto: la stagione appena conclusa ha consacrato la società giallorossa come tassello del tessuto sociale della città. Vedi la crescita del vivaio, l’unico del calcio a 5 in regione, con 60 bambini, l’aumento degli appassionati in tribuna e, non ultimo, l’affidamento per sei anni, da parte del Comune, della gestione del Palamainardo. Attorno a quel parquet dove la prima squadra s’è resa protagonista d’una trascinante cavalcata, ruota un pianeta fatto di impegno e valori, sportivi e non solo.
«Come spiegare questi risultati? A partire da un valore: quello dell’identificazione con i colori che ci rappresentano e di conseguenza con la città. Ecco, i ragazzi, ma anche tutto il corollario di persone che si muove loro attorno, sono orgogliosi di rappresentare il Bubi e con esso Merano». Sintesi a cura del presidente Toni Calovi.
Il Bubi è la storia del calcio a 5 regionale, negli anni Ottanta - quelli pionieristici di questa disciplina - lottò ai vertici nazionali e in Trentino-Alto Adige nessuno può vantare un palmares tanto illustre. La passione per il “futsal” ha sempre trovato terreno fertile nell’animo degli sportivi meranesi, così la riaffermazione della supremazia regionale manifestatasi nelle ultime annate ha riacceso un feeling mai sopito ed esploso nella stagione appena conclusa.
Il secondo posto nel girone di serie B (con 19 successi in 22 incontri), il passaggio del primo turno playoff, l’uscita al secondo per un’inezia dopo un match inadatto ai cuori deboli: tutti momenti capaci di trainare sulla tribuna di via Wolf spettatori a centinaia, roba da fare invidia a sport che dalle nostre parti vanno per la maggiore e al calcio stesso.
«Ormai - continua Calovi - il calcio a 5 ha una propria dimensione e un seguito tutto suo. Basti pensare che RaiSport ogni settimana manda in onda, anche in diretta, partite di A1 e di A2. Quella A2 mancata dal Bubi per un soffio…. Già, proprio quella. Il ritorno mediatico a quei livelli è notevole. E noi vogliamo provare ad arrivarci».
Traguardo ambizioso. «Eppure abbiamo maturato la consapevolezza di poterci riuscire. Ma senza destabilizzare il bilancio della società: è anche per la serietà che veniamo apprezzati. Il coinvolgimento del pubblico è fondamentale. Abbiamo notato con piacere che chi è venuto a vederci una volta è tornato spesso: perché è uno sport che sa essere spettacolare, ma più in generale è tutta l’atmosfera che piace. Però ci serve sostegno: sarebbe bello percepirlo in vista dell’iscrizione al prossimo campionato».
Poi c’è il settore giovanile. "Da ormai dieci anni schieriamo una formazione under 21, e con importanti successi, non ultimo quello di portare giovani meranesi in prima squadra, intelaiatura sulla quale si innestano elementi importanti quali i brasiliani Beregula, Costa e Guerra. Che saranno del roster anche nel 2015-16».
Tuttavia non vi sarà più coach Vanin. "Dopo dieci stagioni sulla cresta dell’onda tira il fiato: è il nostro Ferguson, per qualità, spessore umano e mentalità vincente. Lo sostituirà Andrea Allegri, che conosce bene l’ambiente grazie a tre ottimi campionati sulla panchina dell’under 21". Prossimo appuntamento Bubi sarà il camp per bambini e ragazzi a Cavalese, ma la novità di quest’anno è rappresentata da un’altra iniziativa per giovani: due camp al Palamainardo, dal 13 al 18 luglio e dal 24 al 29 agosto (info: 334 9206184).
A proposito di Palamainardo, «è un po’ la “casa storica” del Bubi. Qua ha mosso i primi passi, gestirlo è anche il compimento di un percorso. Installeremo una cucina, gli spazi sono polifunzionali, gruppi e associazioni vi possono organizzare tanti eventi all’aperto, legati o meno al calcio a 5».
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