BOLZANO. Il centro storico è quasi tutto dedicato a loro: carrettai, bottai, argentieri e conciapelli solo per dirne qualcuno. Sono i vecchi mestieri, custodi di un fascino che rischia di perdersi travolto dalla modernità, dalla tecnologia e dalle professioni digitali.

Nasce così la nuova iniziativa editoriale del giornale Alto Adige che da oggi potrà essere acquistato assieme al libro C’erano una volta i vecchi mestieri scritto da Carlo G.Valli ed edito da Azzurra Publishing. Il prezzo di vendita, in combinata con il quotidiano, è di 7,80 euro.

In 213 pagine il consulente e docente di marketing Valli analizza le dure fatiche manuali e l’organizzazione della vita che una volta dipendeva dallo spendersi in queste attività. Tutto per quei pochi denari utili a sbarcare il lunario nel vero senso del termine perchè il lunario era quello che oggi viene individuato in un file di contabilità. Una memoria che rischia di scomparire. La mancanza di specializzazione, di maestri e di allievi è, prima ancora che le difficoltà di mercato, il rischio maggiore per una cultura che è stata nerbo di questo Paese. Valli, dunque, cerca di te nere vivo un passato di precarietà, sacrificio ma anche di voglia di vivere, di inventiva e di industriosa ingegnosità. Le mani di questi artigiani erano la loro officina, mentre la bottega se la portavano sulle spalle.

Il focus principale, comunque, sarà su quei mestieri girovaghi che si concretizzavano in fatiche dure e ripetitive e che molto spesso avevano pure poco di umano. Si trattava in larga parte di ambulanti che si inserivano in un contesto sociale differente. Una forma mentale e una vita orientata al riadattare, al salvare o al riutilizzare. Lontana temporalmente e mentalmente dalla società che consuma e butta. Un’impostazione dove il recupero era fondamentale e demandato alle mani di arrotini, calzolai, zatterieri, impagliatori o carrettieri.

Il mondo, insomma, è cambiato e non è semplice recuperare le orme di questi mestieranti senza un bel lavoro di approfondimento storico. È esattamente quello che offre Valli perchè dimenticarsi di uno zoccolo duro di quello che siamo è come perdersi per strada. (a.c.)

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