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BOLZANO. Giovanni Vultaggio, direttore del Banco Alimentare Trentino Alto Adige - ringrazia il popolo della Colletta di fine novembre: «Una testimonianza viva di ciò che possiamo fare quando scegliamo di guardare l’altro, di ascoltarlo e di tendere la mano». A testimoniare la forza di questo gesto ci sono migliaia di persone che, ogni anno, mettono a disposizione il proprio tempo, le proprie energie e il proprio entusiasmo. «Ogni anno le vediamo condividere sorrisi, scatoloni, parole gentili. Da tantissimo tempo la Colletta Alimentare è diventata una tradizione, una consuetudine che si rinnova grazie ad un’infinità di piccoli “sì”. L’obiettivo della Colletta non è soltanto quello di raccogliere alimenti, per quanto fondamentale, ma anche quello di sensibilizzare la società civile sul tema della povertà». È un invito ad aprire gli occhi, a riconoscere che accanto a noi ci sono persone che hanno bisogno; è un invito a riscoprire la bellezza della gratuità. Quella gratuità che il Banco esprime con le parole: «Condividere i bisogni per condividere il senso della vita. Fra tutte queste persone - continua il direttore - ce ne sono alcune che portano con sé una storia, un simbolo e un cuore particolari e sono gli Alpini». Alpini in servizio e gli Alpini in congedo. Gli Alpini dell’Esercito, gli Alpini del nostro territorio: quelli del Comando Truppe Alpine, del 5° Reggimento Alpini di Vipiteno, del 24° di Merano e del 2° di Trento. Gli Alpini dei Gruppi della Sezione Alpini Alto Adige e della Sezione Alpini Trentino. «Uomini e donne che da anni condividono con la Colletta Alimentare qualcosa che va oltre un semplice supporto logistico: condividono la loro identità. La loro partecipazione è un gesto che parla da sé, un amore concreto per il Paese, la volontà di non lasciare indietro nessuno. E tutto questo rappresenta qualcosa di davvero prezioso: un mirabile esempio di cooperazione tra civili e militari, una collaborazione che non nasce dall’emergenza, ma dalla volontà di costruire insieme».


