BOLZANO. Due banditi (uno a volto scoperto, l’altro mascherato) hanno fatto irruzione ieri pomeriggio verso le 17.30 nella gioielleria Bonaldi in via Dalmazia. In quel momento nel negozio non c’erano clienti ed i banditi hanno assalito Silvia Bonaldi, titolare dell’esercizio assieme alla sorella Elena, che però ieri pomeriggio non aveva potuto essere in negozio.

Silvia Bonaldi è stata affrontata dai due banditi che hanno agito armati di un taglierino. I due individui, che parlavano in italiano con inflessione meridionale, si erano presentati davanti al negozio in scooter. Una volta all’interno della gioielleria hanno dimostrato di sapersi muovere con sicurezza. In nessuna fase della rapina (durata cinque o sei minuti) si sono dimostrati sprovveduti: in primo luogo per la decisione di agire sempre indossando guanti.

I banditi hanno poi deciso di azzerare la possibilità di una reazione della commerciante sotto tiro. Silvia Bonaldi è stata infatti costretta a sedersi a terra ed i banditi le hanno legato mani e piedi con delle fascette da elettricista.

Poi i malviventi si sono occupati delle telecamere di sicurezza, rimuovendo l’hard disc. I due malviventi hanno anche messo fuori uso il telefonino di Silvia Bonaldi poi si sono occupati del bottino approfittando anche del fatto che la cassaforte fosse già parzialmente aperta.

I due hanno lasciato perdere tutti i gioielli in argento, impossessandosi invece di quelli in oro. Sono stati asportati decine di orologi di valore e gioielli.

Ieri sera non è stato possibile quantificare con certezza il valore dei gioielli trafugati. Si parla però di decine e decine di migliaia di euro (coperti da assicurazione). Durante gli ultimi minuti del colpo Silvia Bonaldi è riuscita a schiacciare il pulsante antirapina (in collegamento diretto con la centrale unica di emergenza 112). Qui sembra che qualcosa non abbia funzionato a dovere perchè la centrale, prima di far intervenire un paio di pattuglie dei carabinieri, ha contattato Elena Bonaldi (sorella di Silvia che si trovava legata in negozio) perdendo sicuramente qualche minuto prezioso con il risultato che i carabinieri sono giunti alla gioielleria quattro o cinque minuti dopo la fuga dei banditi con il bottino.

Nel frattempo Silvia Bonaldi era riuscita a liberarsi i piedi. Con le mani ancora legate e comprensibilmente sotto shock è uscita dal negozio chiedendo aiuto ad un commerciante vicino facendosi liberare anche i polsi.