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BOLZANO. Ci sono corvi e corvi. Quelli cinematografici che chiudono il cielo dei sogni con le loro sagome o le loro ombre del passato, quelli finti per scacciare i piccioni e poi semplicemente i corvi in piume e ossa, che poi da noi corvi non sono, ma cornacchie. Che circolano, eccome, anche a Bolzano e che non piacciono a tutti. Preoccupati dal loro incedere, ma anche dalla loro natura di predatori. Quando volteggiano sopra i balconi (soprattutto in alcune zone di Don Bosco a Bolzano) possono allarmare per un possibile attacco ai piccoli animali domestici che un giro all'esterno se lo fanno. Così è bastato un post sul gruppo di "Sei di Bolzano Se..." di Valentina Novelli chiedendo come tenerli lontani dal balcone per scatenare consigli e fantasia degli utenti. Evidentemente la questione interessa eccome. I commenti sono una ridda di possibilità: dalle girandole alle maglie lasciate a svolazzare sullo stendino passando per i cd con i versi di altri volatili e rumori forti di oggetti sbattuti su una pentola. Meglio se a pressione. In realtà la faccenda è molto più complicata perchè i corvidi sono tra gli animali più intelligenti e versatili del mondo faunistico. In soldoni significa che prendono coscienza dei trucchetti messi in atto per scacciarli, il che rende necessario un cambio continuo di strategia. La prima mossa è quella di rimuovere le fonti di alimentazione. No, dunque, alla spazzatura in balcone o a possibili contenitori d'acqua perchè, ovviamente, i corvidi bevono anche. Non solo, prediligono nidificare vicino alle fonti idriche di svariata natura. Le tecniche di dissuasione visiva come quelle proposte nella cultura popolare (molto quotati anche i cd appesi per un filo) possono funzionare ma sono, appunto, uno stratagemma che viene riconosciuto dopo periodi medio-lunghi. In generale, comunque, vanno bene metalli lucidi che riflettano il sole. Legateli, però, bene perchè appena si accorgono del trucco tendono a portare via gli oggetti luccicanti. Bisogna, insomma, lottare ogni centimetro.


