BOLZANO. Il Pd si prepara al lavoro di opposizione in consiglio provinciale con Sandro Repetto e si riorganizza per resistere almeno alle elezioni comunali del 2020. Il segretario Alessandro Huber in questi giorni ha tenuto i contatti con la Svp, ma ha smesso di credere in un finale diverso: «La Svp lunedì (domani, ndr) sceglierà la Lega come partner ed è una decisione tutta politica, non si dica altro. La nostra proposta era lineare e possibile: accordo con noi e i Verdi, c’erano i numeri e anche i valori». In realtà, sarebbe mancato il terzo italiano per la vice presidenza del consiglio provinciale, da votare tra le opposizioni (sarebbero state al gioco?). Huber è severo: «È prevalso il veto della Svp sui Verdi, che non capisco. I Verdi governano in regioni austriache e tedesche, probabilmente andranno al governo in Germania e parteciperanno alla prossima maggioranza europea. I populisti sfondano in alcuni Paesi, ma non ovunque». Sulla pagina facebook del Pd ieri è stato lanciato un sondaggio informale «sì o no a un accordo con Verdi e Svp?». Cinquanta voti nel pomeriggio.

LA RIORGANIZZAZIONE. Dopo il flop alle elezioni provinciali, con un solo eletto e l’esclusione dell’assessore Christian Tommasini, il Pd prova a ripartire, anche perché si è aperto il congresso nazionale. È stata approvata nell’ultima assemblea una mozione di Uwe Staffler, presidente ad interim della assemblea dopo le dimissioni di Nadia Mazzardis. La proposta è un comitato di rinnovamento, con sei esterni e cinque interni che «ha il compito di ascoltare le forze vive della società altoatesina e di presentare a questa assemblea entro il 31 gennaio una proposta per il rilancio del Partito democratico». Non c’è alternativa, secondo Staffler: «Il risultato delle elezioni, ultimo di una lunga serie di segnali di difficoltà, non lascia spazio ad alibi e impone un profondo ripensamento degli attuali assetti del partito e delle sue modalità di funzionamento». Nella assemblea di domani criteri sul comitato. Intanto, annuncia Huber d’accordo con Staffler, «lanciamo il Pd delle idee». Ad ogni seduta della assemblea provinciale un tema: domani si discuterà della concessione A22.

LA MOSSA DI BARATTA. La Svp ha insistito perché il Pd entrasse in giunta con la Lega con un accordo tenico. Ipotesi respinta sia dei Dem che dai leghisti. Ma Silvano Baratta (Pd) era a favore e spiega perché: «Nel mio partito molti non ricordano che è già accaduto: una ventina di anni fa la Dc entrò a titolo etnico in giunta. Trovo sbagliato lasciare la Lega da sola in giunta: loro sono inesperti e per il Pd sarà più difficile risalire la china dai banchi dell’opposizione». (fr.g.)