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BOLZANO. Un alloggio da comprare o in affitto a prezzi accessibili. È la prima richiesta sia dei bolzanini che delle categorie economiche. Da destra e da sinistra, in queste settimane di campagna elettorale, si sprecano le promesse per affrontare il problema casa.
Parliamo di promesse, perché la situazione è complicata: «È la prima volta dal dopoguerra - tuona l'assessore Stefano Fattor, attuale capolista del Pd - che, per due consiliature consecutive (nove anni), non si crea neppure una zona di espansione. Significa che non ci sono aree nuove su cui costruire. Questo è quanto ha prodotto, in nove anni, l'Urbanistica nelle mani della Volkspartei».
Gli accordi, sottoscritti assieme alla Svp dagli alleati di giunta, prevedono che prima "si costruisca sul costruito", per evitare consumo di terreno, e solo dopo si individuino nuove aree. La crisi abitativa è forte, ma i tempi si annunciano lunghi. La legge provinciale prevede infatti che si faccia prima il Programma di sviluppo comunale per il territorio e il paesaggio, uno strumento di indirizzo urbanistico, e solo dopo si metta a punto il Piano che individua le aree su cui andare a costruire. Significa altri anni di attesa. La giunta, nei mesi scorsi, ha assegnato alla "Mate", una società di Bologna, il compito di elaborare il Programma che, realisticamente, non sarà pronto prima della primavera del 2026; quindi l'iter nelle commissioni, in giunta e in consiglio che richiederà altri mesi; per il Piano urbanistico vero e proprio serviranno almeno altri due anni. Troppo.
Case in affitto e per giovani
Per questo bisogna pensare a soluzioni se non sul breve, almeno sul medio periodo. Ed è qui che fioriscono le proposte/promesse. Per Juri Andriollo, assessore uscente del Pd e candidato sindaco del centrosinistra, più che sugli alloggi di proprietà bisogna puntare sulla "realizzazione di alloggi in affitto a prezzo calmierato" in risposta alle esigenze delle nuove generazioni che, essendo più "mobili" del passato, non puntano necessariamente all'acquisto. Il candidato pensa inoltre ad un programma ad hoc per i giovani sul modello del co-housing, progettato a suo tempo per 16 alloggi realizzati dalla Provincia a Rosenbach/ex Mignone: affitto agevolato (130 euro al mese nel 2017) in cambio della disponibilità a partecipare ad attività del quartiere. «Un progetto molto bello - assicura Andriollo - che l'ex assessore Deeg ha chiuso. L'immobile al momento ospita temporaneamente l'Ipai, l'Istituto provinciale di assistenza all'infanzia. Se verrò eletto, ho intenzione di riproporlo». In affitto o di proprietà; per i giovani o per gli anziani, la domanda è dove si costruiranno le nuove case? La risposta la dà Fattor: «Il Pd e il candidato sindaco Andriollo a breve spiegheranno come nel giro di sei mesi si potrebbe ottenere la disponibilità di cubature e terreni per fare i primi 220 alloggi». Inevitabile chiedersi perché, se era così semplice, non ci si è mossi prima? «Perché - replica Fattor - l'assessorato all'urbanistica lo ha la Svp».
La caserma Huber
«Però - ci tiene a precisare Stephan Konder, vicesindaco, assessore all'urbanistica e candidato sindaco Svp - è bene ricordare che chi oggi ci attacca, siede in giunta ed ha condiviso le scelte fatte finora, approvando le delibere che prevedono tutta una serie di passaggi, prima di arrivare all'individuazione di nuove aree. I tempi sono inevitabilmente lunghi. Sul medio termine noi contiamo di avere a disposizioni l'area delle caserme Huber in viale Druso, dove si possono realizzare 250 alloggi. L'area sarà disponibile nel 2028, per questo assieme al sindaco Caramaschi abbiamo scritto al presidente Kompatscher, per chiedere di accelerare sull'intera operazione, in modo che l'area sia utilizzabile, appena i militari si trasferiranno alla caserma Vittorio Veneto».
La trattativa con i privati
«Purtroppo - dice Claudio Corrarati, candidato sindaco del centrodestra - la città è ferma da troppi anni. Per rispondere alla fame di alloggi che, se non si interviene, causerà a breve una carenza di servizi, bisognerà agire su due piani: individuare nuove aree, ma trovare soluzioni anche in tempi brevi. Dobbiamo metterci intorno ad un tavolo e discutere con i privati, proprietari di immobili finiti e mai utilizzati; oppure proprietari di terreni sui quali ci sono progetti che faticano ad andare avanti. Non significa fare favori, bensì cercare di affrontare un problema - quello della casa - che ha sempre più riflessi sul mondo del lavoro e dei servizi. La nuova legge sull'urbanistica consente di fare delle convenzioni, magari modificando la normativa».
Il presidente degli ingegneri
«La città - spiega Claudio Sartori, presidente dell'Ordine degli ingegneri - è immobile; il nuovo sindaco dovrà dare uno scossone e fare scelte importanti. Bene costruire sul costruito purché non sia solo uno slogan. Bisogna volerlo davvero, perché implica problemi che impongono di metter mano alle normative. A Bolzano abbiamo poco spazio e allora bisogna consentire di crescere in altezza. In ogni caso, per fronteggiare l'emergenza casa, serviranno nuove aree. Assurdo pensare di risolvere il problema convenzionando - come previsto dalla nuova legge urbanistica - il 100% delle future aree edificabili. Il rapporto equilibrato era quello previsto dalla vecchia legge: 60% convenzionato e 40% libero. Come è stata una follia introdurre la super-Imi, pensando di costringere i privati ad affittare un alloggio anche quando non vogliono».


