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BOLZANO. Mille richieste ferme alle cooperative, più centinaia di famiglie in lista di attesa per le case comunali e gli alloggi dell'Ipes: in Comune si riapre lo scontro sulla carenza di aree edificabili. Si fa forte delle liste di attesa il capogruppo dell'Udc Sandro Repetto, che chiede di prevedere nuove aree nel programma di maggioranza. La Svp avverte subito: non se ne parla. Per la Stella alpina fa fede l'accordo raggiunto per miracolo alla fine della scorsa legislatura, sfociato nella variante stralcio che ha individuato 5,3 ettari da sbloccare, su cui potranno sorgere 1100 alloggi, di cui 618 per Ipes e cooperative. Il capogruppo Georg Mayr è già andato a parlare con Repetto, che l'altra sera ha ribadito il concetto in consiglio comunale. Mayr: «Pacta sunt servanda. Non si va oltre la variante stralcio». Dall'opposizione Alberto Filippi (Cinque stelle) accusa: «Basta cemento». Repetto replica: «Una parte di quelle aree arriveranno tra anni e comunque non saranno sufficienti per le richieste del ceto medio, cioè di chi non può accedere ai prezzi del mercato bolzanino e spera nelle cooperative. Credo che dovremo iniziare presto a ragionare su altri 200-250 alloggi». Dove? Repetto torna dove si è interrotta la trattativa la scorsa legislatura: «Si può discutere di Ponte Adige, zona Cactus e Mebo Center». In mezzo sta l'assessore all'urbanistica Chiara Pasquali (Pd), secondo la quale la variante stralcio sarà sufficienti, ma ricorda che «nel Masterplan sono citate ulteriori aree di sfogo, se proprio dovesse esserci la necessità: Cactus, Mebo Center, zona del parco Firmian, un area sul retro di via Resia». Due delle aree previste dalla manovra sulla variante stralcio sono arrivate in Consiglio martedì sera: approvate le delibere con le controdeduzioni alle osservazioni dei cittadini, verranno ora sottoposte alla Provincia per l'approvazione definitiva. Si tratta dell'area di trasformazione di via Macello di proprietà comunale: previsti 52 alloggi, tutti di edilizia agevolata (Ipes, coop o Comune). E della zona di espansione di via Maso della Pieve (vicino agli impianti sportivi), dove sorgeranno 30 alloggi (edilizia agevolata). Mayr non lascia aperto neppure uno spiraglio: «L'iter per le aree è avviato, Avranno risposta anche i privati, che conteranno pure su un progetto imponente come l'ex cantina di Gries (100 appartamenti, ndr) e, più avanti, anche sul maxi areale ferroviario». Nella tabella in questa pagina sono elencate le nuove aree previste dalla variante stralcio. Alcune di queste hanno già ricevuto la nuova classificazione residenziale o stanno per diventarlo, come l'area di via Druso (sul lato dei vigili del fuoco), la più importante perché vi sorgeranno 450 appartamenti (55% edilizia agevolata, il resto privata). Pasquali: «L'obiettivo è avere il piano di attuazione nel 2011». Già trasformata anche l'ex caserma Gorio (280 alloggi, parte privati e parte edilizia agevolata), il secondo lotto previsto in via Macello, i Telefoni di stato (37 alloggi del piano per il ceto medio), e l'area vicino alla pizzeria metro in viale Druso (20 alloggi). Tra le aree che potranno essere edificate, anche quelle previste nell'accordo con le parrocchie in viale Trieste e a Oltrisarco (31 alloggi in cooperativa). Quando l'esercito la libererà, si potrà discutere anche della caserma Huber di via Druso.Repetto: «Per restare a quanto è già previsto, sull'ex caserma Gorio prevedo tempi molto lunghi e anche per l'ex area produttiva di via Druso. L'assessore Pasquali è ottimista sui tempi per l'area principale di via Druso, ma deve andare in porto la trattativa con i proprietari». (fr.g.)


