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BOLZANO. Donne divise sul "caso Brillo" che, in questi giorni, tiene banco in Comune. Dopo che il capogruppo del Pd Stefano Fattor, in occasione dell'ultima seduta del consiglio comunale, ha paragonato l'assessora alle politiche sociali Patrizia Brillo (FdI) al cane di Pavlov: «I cani quando vedono cibo iniziano a salivare. Viene chiamato riflesso di Pavlov. A me sembra che qualcosa di simile succeda con l'assessora Brillo che, quando sente la parola rifugiati, richiedenti asilo, si gira dall'altra parte. È un riflesso di Pavlov che non si estende solo ai cani ma a tutti noi quando abbiamo uno stimolo cerebrale e abbiamo una reazione istintiva. Nel suo caso è così».Sulla valutazione del riferimento le donne si sono divise politicamente: quelle di centrodestra e della Svp ritengono che il richiamo di Fattor al cane di Pavlov, per parlare di riflesso condizionato, sia una pesante offesa all'assessora e al ruolo che ricopre; per quelle di centrosinistra invece è un tentativo di spostare l'attenzione dal problema migranti.
La Commissione spaccata
Johanna Ramoser, presidente della Commissione pari opportunità del Comune, chiamata in causa dal capogruppo di FdI Roberto Muraro, che per altro ha definito "inutile" l'organismo, ha cercato in tutti i modi di trovare l'intesa su un testo comune che potesse essere sottoscritto da tutte le 15 consigliere comunali. Alla fine si è dovuta arrendere: il documento che prende le difese dell'assessora è stato sottoscritto solo dalle rappresentanti di centrodestra: Antonella Longo (FdI), Giuliana Dragogna (Civica del sindaco), Barbara Pegoraro (Gruppo misto), Patrizia Daidone (FI); più le esponenti della Svp Johanna Ramoser, Sylvia Hofer, Elizabeth Ribeiro da Silva Tutzer (Svp); oltre che ovviamente dalla stessa assessora Brillo. «La Commissione pari opportunità a maggioranza - si legge - condanna ogni forma di espressione volgare e violenta nei confronti delle consigliere comunali: il confronto politico deve restare sui contenuti, non sulle offese personali. Si richiama all'importanza di un linguaggio rispettoso sia all'interno dell'aula consiliare sia sui canali social. Il confronto politico, anche acceso e caratterizzato da posizioni profondamente diverse, è parte essenziale della democrazia. Criticare le scelte amministrative, contestare le proposte e sostenere con determinazione le proprie idee è legittimo e necessario. Ciò che non può essere accettato è il superamento del confine tra il dissenso politico e l'offesa personale». Le consigliere ricordano che "la contrapposizione deve rimanere sui contenuti, sulle idee e sulle decisioni, senza mai trasformarsi in aggressione verbale o in un attacco alla dignità delle persone". Di qui l'invito ad abbassare i toni, dentro e fuori dalle istituzioni. «Anche sui social network, infatti, le parole hanno un peso e contribuiscono a determinare il clima del dibattito pubblico. La libertà di espressione e di critica non può prescindere dalla responsabilità con cui ciascuno comunica».
Però aggiunge la presidente della Commissione Ramoser, anche Muraro deve essere rispettoso dei confronti della Commissione. Un appello alla moderazione dei toni, a privilegiare il dialogo, evitando gli scontri ideologici, erano arrivato durante il dibattito in consiglio da Gabriele Repetto, capogruppo della Civica del sindaco. Solidarietà alla Brillo anche da Maggy Ploner, responsabile provinciale Pari Opportunità della Lega, e Carmen D'Angelo, membro del direttivo provinciale : «La critica politica è legittima, l'offesa personale no. Il riferimento al riflesso pavloviano, di per sé, è una metafora scientifica comunemente utilizzata per descrivere reazioni automatiche e prevedibili. Ben altra cosa è descrivere una persona, per di più un'assessora nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, come «un cane che sbava». In questo caso non si sta semplicemente criticando una posizione politica: si sta utilizzando un'immagine animalesca e denigratoria nei confronti dell'interlocutrice». Quindi una considerazione sulla Commmissione: «Le Pari Opportunità, per essere credibili, devono essere pari per tutte. Anche per le donne che non appartengono alla sinistra».
Le donne del Pd
Diversa la posizione delle donne del Pd, secondo cui il polverone sarebbe stato sollevato ad arte per evitare di parlare del tema migranti: «Ci risiamo - scrive in una nota Gabriella Kustatscher , portavoce delle Donne democratiche - Anziché far notizia la bocciatura della delibera popolare per l'adesione del Comune di Bolzano alla rete SaI - Sistema di Accoglienza e Integrazione - il capogruppo di FdI Muraro attacca il consigliere Stefano Fattor per il suo intervento in Consiglio. Accusare di sessismo Fattor per aver citato l'esperimento di Pavlov è un tentativo di spostare l'attenzione. La citazione serviva solo a descrivere la reazione automatica dell'assessora Brillo ogni volta che sente la parola "rifugiati". È una figura retorica neutra, valida per chiunque, a prescindere dal genere. Usare l'etichetta del sessismo per evitare il confronto politico svaluta le vere battaglie contro le discriminazioni. Le Donne Democratiche stanno dalla parte delle donne, sempre e senza distinzioni politiche. Ma il rispetto deve essere reciproco. Non si può chiedere solidarietà alla Commissione Pari Opportunità mentre lo stesso capogruppo Muraro la definisce in un comunicato ufficiale "sempre più evidentemente inutile" e le sue componenti "autoproclamate femministe"».
La Consigliera di parità
Sulla vicenda abbiamo chiesto un parere anche Brigitte Hofer, Consigliera di parità della Provincia. Il paragone usato da Fattor è offensivo nei confronti dell'assessora Brillo o rientra nella dialettica politica? «È stato un paragone infelice e poco rispettoso della figura dell'assessora. Anche se il riferimento è al riflesso pavloviano, usare l'immagine del cane con la bava alla bocca significa delegittimare l'esponente politica. Un po' di bon ton, anche in politica, non guasterebbe».


