MERANO. Negli ultimi dieci anni il Comune di Merano ha speso la bellezza di 1,33 milioni di euro per far fronte alle controversie legali che lo hanno coinvolto. Un importo si badi bene al quale vanno aggiunti i costi dell'avvocatura interna, l'ufficio che però non si limita a difendere dal punto di vista giudiziario gli interessi del Comune con propri dipendenti diretti, ma che si occupa anche di dare legittimità agli atti interni e consulenze su temi di particolare importanza.

A fornire il dato è direttamente il sindaco Günther Januth, rispondendo a una interrogazione che era stata presentata a fine novembre dal gruppo dei Verdi dopo la polemica sorta sul volume delle parcelle pagate allo studio legale del quale fa parte anche il senatore Karl Zeller.

Il sindaco spiega ai Verdi nella sua risposta che del milione e 328 mila euro pagati agli avvocati ai quali ha fatto ricorso, 423 mila euro sono stati pagati per le parcelle emesse dallo studio legale Thurin, Vinatzer e Zeller, un po' meno di un terzo.

Va ricordato che fino a qualche anno fa l'avvocatura comunale non aveva i titoli per poter accedere ai secondi livelli di giudizio, in particolare al consiglio di stato, e quindi in questi casi il ricorso alle consulenze esterne era praticamente obbligatorio. Nell'ultimo decennio, inoltre, sono finiti i pagamenti di parcelle per casi che hanno segnato la vita politica di precedenti amministrazioni comunali, uno per tutti la vicenda di villa Burgund.

Se diamo uno sguardo al 2015, l'avvocatura comunale è previsto che costi al Comune 542 mila euro, dei quali la metà (275) destinati alle retribuzioni degli avvocati (in pianta organica ne sono previsti due, anche se da inizio febbraio è rimasto in servizio solo l'avvocato Jochen Pichler). Altri 25 mila sono previsti per incarichi e studi, mentre 90 mila euro sono inseriti nella voce assistenza legale.

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