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BOLZANO. Non sarà domani, forse neppure dopodomani ma alla fine Ötzi se ne andrà a fianco di ponte Druso con la sua nuova casa. Per adesso, si dovrà rassegnare, adattandosi nella vecchia.
Tempi? Lunghi. Quasi un anno per le procedure di inserimento nel Piano urbanistico bolzanino del suo terreno in via Dante, altrettanto se non di più per la stesura di un bando europeo di progettazione, molti mesi per la valutazione e l’esposizione dei risultati con messa in campo di commissioni architettoniche e di concorso, con tutti i terreni accidentati che potrebbero apparire in questi casi tra ricorsi e contenziosi. Senza dire dell’assegnazione dell’appalto e dei lavori di cantiere in un contesto ad alta sensibilità urbana. In parallelo, l’altra procedura, altrettanto complessa che riguarderà la trattativa con i proprietari dell’edificio dell’ex Enel, la Generalbau di Tosolini con, all’orizzonte già delineata la mappa su cui stendere la possibile intesa: «Non solo puro finanziamento ma - ha spiegato Arno Kompatscher - fonti straordinarie come cessione di beni».
In sostanza, quello che si stava già configurando quando, sempre la Generalbau, aveva avviato una simile trattativa col Comune a proposito dell’altra possibile sede del Museo dell’uomo del Similaun, l’immobile dell’ex Ina a ponte Talvera.
In questo caso l’avanzamento procedurale si interruppe perché il municipio aveva valutato in eccesso le richieste di permute immobiliari a conguaglio. L’orizzonte temporale per la mummia si sposta dunque abbastanza in là nel tempo, non meno di otto-dieci anni. Ma lo start è stato dato, e ufficialmente. È avvenuto con la decisione della giunta provinciale di modificare d’ufficio il piano urbanistico di Bolzano, come è nelle sue prerogative in questi casi, trasformando l’attuale lotto da residenziale ad “area per attrezzature pubbliche sovracomunali”. D’ora in avanti, in pratica, Palazzo Widmann sarà il “dominus” del quadrante urbano e di quello che vi si insedierà. Questa deliberazione sancisce la definitiva applicazione normativa della classifica posta in essere dalla società di consulenza Sinloc che aveva posto l’ex Enel in cima al podio, relegando l’ex Ina e l’idea Virgolo della Signa nei rincalzi. Classifica in più occasioni contestata dai rappresentanti bolzanini della Signa stessa.
La decisione di procedere con la modifica del piano urbanistico accelera comunque nei fatti l’iter del nuovo museo. Ad esempio, sarà evitata la Vas, la valutazione ambientale strategica, visto che la legge non ritiene questo impianto normativo e urbanistico soggetto a valutazione. Dal momento in cui la Provincia aveva avviato la ricerca di una nuova sede commissionando lo studio, sono già passati quasi tre anni, ora la decisione strategica e politica.
«Ötzi troverà casa nell’edificio esistente - ha commentato il presidente - ma verrà poi realizzato un nuovo ampliamento architettonicamente eccezionale». Si parla di un elemento in vetro e acciaio, un cubo o un parallelepipedo, posto davanti alla sede storica Enel che poggerebbe sull’area verde che lo fronteggia. La valutazione del terreno e dell’edificio, secondo Kompatscher, sarà poi discussa con i proprietari ma la trattativa troverà un argine dei parametri già posti in essere dagli uffici dell’Estimo. Negli uffici del Patrimonio si immagina una cifra per l’acquisto del lotto intorno agli 11 milioni.
Ma restano le incertezze legate alla prossima trattativa.
Con la prospettiva che la cifra sia in salita. Unendo questi al resto dei finanziamenti da mettere in campo, alla fine la nuova casa della mummia potrebbe toccare e forse superare i 90 milioni complessivi. Una spesa che, da sola, può contenere una manovra economica comunale. La direttrice dell’attuale Museo archeologico, festeggiando i 25 della struttura aveva già immaginato i tempi di attesa: «Per i prossimi anni- aveva detto- pensiamo ad organizzarci con quello che abbiamo». Prime reazioni positive da parte dell’Unione commercio: «Bene la scelta della sede ma adesso va collegata la futura via dei musei - ha chiarito il presidente Philipp Moser - con connessioni realistiche col resto della città, soprattutto con corso Libertà. E occhio ai parcheggi».


