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TRENTO. In Trentino la Rivoluzione civile di Antonio Ingroia ha i suoi volti più noti in Marco Boato e Lucia Coppola, Bruno Firmani e Francesco Porta. Il movimento fondato dall’ex pubblico ministero antimafia di Palermo, oggi candidato premier, ha fatto della legalità la sua bandiera, proponendosi come l’alternativa di sinistra all’alleanza Pd-Sel. In Rivoluzione civile sono confluiti l’Italia dei Valori di Di Pietro, i Verdi (ma non quelli altoatesini, schierati con Sel), Rifondazione Comunista, Comunisti italiani, il movimento arancione di Luigi del sindaco di Napoli De Magistris e altri pezzi della società civile come La Rete. Lucia Coppola, consigliera comunale dei Verdi a Trento, è seconda nella lista regionale per la Camera dietro il leader Ingroia.
Coppola, partiamo dal vostro candidato premier. Che garanzie di imparzialità può dare ai cittadini un magistrato che da un giorno all’altro entra in politica?
Ingroia ha ricevuto su questo tanti attacchi, mentre su Piero Grasso candidato del Pd non ho sentito particolari obiezioni. Il problema comunque me lo sono posta e mi sono risposta questo: che apprezzo una persona che come Ingroia ha fatto il suo lavoro di magistrato rischiando la vita e che ora può trasferire la sua professionalità in ambito politico. Ha già chiarito che dopo questa esperienza in politica non tornerà al suo ruolo di pubblico ministero. In un parlamento che in questi anni ha visto condannati e olgettine, ce la prendiamo con Ingroia che entra in politica?
Contro il precariato voi proponete il ripristino dell’articolo 18. Ma i precari c’erano anche prima della riforma Fornero. Sicuri che basti una norma per combatterlo?
È evidente che l’articolo 18 è diventato un emblema. Ma negli ultimi 15 anni abbiamo visto un attacco costante al lavoro sicuro, buono, garantito. Noi ci battiamo perché sia riconosciuto questo diritto: se un lavoratore viene licenziato senza giusta causa, ha diritto ad essere reintegrato sul posto di lavoro.
Nel vostro programma c’è l’abrogazione della riforma delle pensioni del ministro Fornero. Non è una mossa sulla pelle dei giovani?
Sulle pensioni l’Italia paga gravi errori fatti nel passato, i privilegi garantiti a chi ha smesso di lavorare dopo 15 anni 6 mesi e un giorno. Ma da qui a dire “tutti in pensione a 70 anni ce ne passa”. La riforma Fornero è stata violenta, ha prodotto 60 mila esodati si sono ritrovati senza lavoro e senza pensione, ha ottenuto l’effetto perverso per cui oggi nelle famiglie sono i sessantenni che devono provvedere a figli e nipoti. La verità è che ci hanno terrorizzato mentre l’Inps era in attivo fino al 2060. Noi vogliamo una riforma progressiva.
Proporre l’abolizione dell’Imu sulla prima casa per tutti non è poco equo?
Anche in questo caso io sono per renderla progressiva, sulla base dei redditi. Oggi questa progressività manca, per questo è stata vissuta da molti come una tassa ingiusta. Noi siamo perchè si introduca una vera patrimoniale che vada a colpire quel 10% di italiani che possiede il 45% delle risorse. Oggi la metà delle tasse, Iva e accise, sono spalmate su tutti, indipendentemente dalla condizione economica.
In queste elezioni siete contrapposti a Sel, che pure pesca nella vostra stessa base e che rivendica la sfida del governo invece di stare sempre all’opposizione.
Il problema è con chi, e a quali condizioni, si va al governo. È vero che con Sel abbiamo una base e tanti obiettivi comuni, ma che garanzie ha Sel di non ritrovarsi al governo con Monti? Noi abbiamo fatto una scelta diversa. Io certi candidati dal centrosinistra al Senato avrei seri problemi a votarli. La gente è stanca di sentirsi dire “votate turandovi il naso”. Noi diamo la possibilità di non farlo, anche a molti elettori che ci dicono che se non ci fosse la nostra lista non sarebbero andati a votare.
Ma al Senato, nelle regioni in bilico, il voto a Ingroia non è un aiuto a Berlusconi?
ll cosiddetto voto utile va a ledere la libertà degli elettori in chiave ricattatoria, è in contrasto con i principi costituzionali di libertà di voto e potrebbe apparire, ahimè, alla stregua del voto di scambio. D’altro canto nessuno può mettere in discussione il nostro anti-berlusconismo. La nostra speranza è di sconfiggere il berlusconismo ma anche il montismo.
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