EGNA. Giovani in allarme a Egna. La Provincia, in una nota inviata al Comune, ha messo in dubbio per ragioni di sicurezza la licenza per lo svolgimento degli open air al centro giovanile Point, prezioso luogo di aggregazione per tutti i giovani della Bassa Atesina . «Qui teniamo - sottolinea il portavoce dei giovani Phil Kieser - una decina di concerti dal vivo all'anno che attirano centinaia di persone e sono particolarmente apprezzati da giovani e teenager. È naturale che ci sia preoccupazione perché allo stato attuale la licenza ci è stata di fatto congelata».

Il centro giovanile Point, come ribadisce Kieser, è il luogo di ritrovo più importante per i giovani della Bassa Atesina e ha un'importanza sovracomunale. «Se la situazione non dovesse sbloccarsi sarebbe una grossa perdita: dalla nostra abbiamo l'esperienza accumulata in dieci anni con oltre 50 eventi. Tra l'altro la scelta della Provincia è assolutamente incomprensibile, visto che a suo tempo l'ubicazione del Centro giovanile era stata ritenuta ideale».

Tra l'altro, mettendo in discussione gli open air, al Centro giovanile verrebbero a mancare importanti entrate per far quadrare i conti a fine anno. «Le direttive elaborate per regolamentare la materia e rilasciare le licenze di fatto complicano e non agevolano l'organizzazione di eventi a puro titolo di volontariato».

Nel frattempo lo stesso Kieser, con altri membri del direttivo dell'associazione Point, ha incontrato il sindaco di Egna Horst Pichler e sembra essersi aperto uno spiraglio per sbloccare la situazione in un lasso di tempo ragionevolmente breve.

«Le perplessità della Provincia - sottolinea Kieser - sembrano essere legate alla vicinanza della Statale, con i possibili rischi che ne conseguirebbero. Il sindaco, in ogni caso, si è già attivato e ci aspettiamo che riesca a spiegare alla Provincia le nostre buone ragioni. Che superano, di gran lunga, i pochissimi motivi di perplessità». La situazione, questa almeno è la speranza del direttivo, sembra destinata ad evolversi positivamente. Per ora, però, i concerti sono vietati. «Non vorremmo - concludere Kieser - dover attendere troppo».

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