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di Valeria Frangipane
BOLZANO. «Rischiamo il blocco totale di tutti i lavori straordinari. Non rifaremo più un tetto, non pittureremo più una facciata e non installeremo più un ascensore». Marco Lombardozzi, presidente provinciale dell'Anaci, l'associazione amministratori condominiali e immobiliari che solo in città controlla circa duemila edifici, spiega a poche settimane dall'entrata in vigore della riforma del condominio - prevista per il 18 giugno - che le nuove norme rischiano di portare al blocco dell'attività di manutenzione degli stabili. Perchè? Cosa succede?
«Succede che la riforma modifica tra le altre cose l'articolo 1135 del codice civile che prevede per le opere di manutenzione straordinaria l'obbligo di costituire un fondo di importo pari all'ammontare dei lavori. In soldoni se un determinato stabile vorrà fare dei lavori straordinari, dovrà versare prima tutti i soldi che servono». Pietro Membri, presidente nazionale Anaci, spiega che la norma è stata voluta proprio dai costruttori che si vogliono tutelare per i mancati pagamenti che in diverse parti d’Italia stanno diventando la regola. «Capiamo perfettamente le loro esigenze - dice Lombardozzi - ma qui si rischia l’immobilismo totale perchè c’è sempre chi, anche a lavori finiti, paga ma lo fa in ritardo. Se noi pretendiamo di avere a disposizione subito tutto il denaro non riusciremo a portare a casa nulla! La vedo veramente grigia». Per Lombardozzi la norma è quasi impossibile da applicare se interpretata in maniera letterale. «Stiamo cercando di capire come uscirne ma in questo momento la confusione è totale anche perchè la riforma azzera quarant’anni di giurisprudenza in materia».
Gli addetti ai lavori spiegano che una soluzione praticabile potrebbe essere, per esempio, quella di ricorrere la fideiussione o al prefinanziamento bancario che se da una parte risolve parte della questione, dall’altra si porta dietro costi aggiuntivi. «Diciamo che per gli ascensori potremmo aver già trovato delle soluzioni visto che esistono alcune ditte - poche a dir la verità ma esistono - che propongono un loro finanziamento, spalmato su tre anni ed a tasso zero». In generale come sono i vostri rapporti con le imprese? «Direi buoni anche se certe aziende si sono fatte più pressanti». C’è una cosa comunque che a Lombardozzi non piace. «Se i pagamenti ritardano non è “colpa dell’amministratore che non paga” come dicono loro ma è il condominio che non ha più soldi sul conto».©RIPRODUZIONE RISERVATA


