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BOLZANO. Nel Pdl altoatesino ormai si profila una stagione di ricorsi incrociati anche sui tempi e le modalità del prossimo congresso che, a questo punto, è sempre più nelle nebbie delle decisioni della direzione nazionale del partito.
«Stiamo attendendo di giorno in giorno la comunicazione ufficiale da Roma della convocazione del congresso per il 4 marzo - sostiene ancora speranzoso l'onorevole Giorgio Holzmann - anche se mi rendo conto che i tempi ormai stanno stringendo. Ma del resto è sempre successo nel nostro partito che arriviamo all'ultimo momento ad organizzare anche gli appuntamenti più importanti».
«Davvero non capisco - gli fa eco il co-coordinatore Alberto Sigismondi - perché la componente di Vezzali e Borin voglia far slittare il congresso e minacci ricorsi in caso contrario. Semmai saremo noi a ricorrere se dovesse vincere Vezzali che è incompatibile, in quanto capogruppo in Provincia, per la carica di segretario del partito. Sono davvero rattristato per tutto questo e spero che Alfano rompa gli indugi e ci faccia svolgere regolarmente il congresso. Perché voglio sperare proprio che il carnevale sia finito anche nel Pdl».
Di parere opposto invece, com'era scontato, Enrico Lillo per il quale «ormai siamo fuori tempo massimo per un congresso al 4 marzo. Non si possono trattare in questo modo quei circa 1.600 iscritti che dovrebbero presentarsi al congresso avvertiti ed informati per tempo sia dell'appuntamento che delle diverse opzioni politiche in campo. E' pacifico che se dovessero forzare le cose in questo modo faremo ricorso alla direzione nazionale del partito». Un duello dunque che perpetua una divisione che sembra insanabile sul piano personale prima ancora che su quel politico.
Continua intanto l'aggiornamento della lista degli iscritti altoatesini man mano che avanzano i controlli romani. A Bolzano finora sono esclusi casi di tessere false come si è verificato invece a Roma, Napoli e Cagliari. Al massimo emergono le iniziative di questo o quel dirigente o esponente nel rastrellare il maggior numero di tessere possibile. Non ultimo quello dell'ex presidente della Virtus don Bosco, Carmelo Ierace, che avrebbe fatto una consistente azione di proselitismo. Ma si tratta in ogni caso di iniziative che alla fine andranno a scontrarsi con le regole del congresso: tutti i tesserati infatti dovranno presentarsi personalmente a votare nel giorno dell'assemblea.
Ma come si va delineando la galassia del centrodestra altoatesino? La duplice e parallela campagna promozionale sotto le diverse bandiere degli onorevoli, Holzmann da un lato e Biancofiore dall'altro, ha infatti rimescolato le "carte". Gli amministratori - soprattutto quelli provenienti da An - in larga parte sono con Holzmann tanto che con le rispettive "pattuglie" di sostenitori si ritrovano il candidato segretario Fernando Pontecorvo, il presidente Mauro Minniti, il co-coordinatore Alberto Sigismondi, il capogruppo Paolo Bertolucci e la consigliere Maria Teresa Tomada. Ma anche tutto il gruppo di consiglieri, in particolare della Bassa Atesina, che si riconoscono nelle più indipendenti posizioni del candidato vicesegretario Christian Bianchi.
Con Biancofiore parte degli amministratori originariamente di Forza Italia come il consigliere provinciale e candidato segretario Maurizio Vezzali, ma anche il gruppo meranese con la capogruppo Claudia Benedetti, il consigliere Enrico Lofoco e il più indipendente Alex Janes, oltre che, naturalmente Bruno Borin candidato alla vicesegreteria. Di certo ad assistere alle "grandi manovre" resta il popolo del centrodestra altoatesino sempre più disorientato non solo per lo sbandamento nazionale del partito dopo l'uscita del leader Berlusconi, ma anche e soprattutto per la "guerra" locale.
«Stiamo attendendo di giorno in giorno la comunicazione ufficiale da Roma della convocazione del congresso per il 4 marzo - sostiene ancora speranzoso l'onorevole Giorgio Holzmann - anche se mi rendo conto che i tempi ormai stanno stringendo. Ma del resto è sempre successo nel nostro partito che arriviamo all'ultimo momento ad organizzare anche gli appuntamenti più importanti».
«Davvero non capisco - gli fa eco il co-coordinatore Alberto Sigismondi - perché la componente di Vezzali e Borin voglia far slittare il congresso e minacci ricorsi in caso contrario. Semmai saremo noi a ricorrere se dovesse vincere Vezzali che è incompatibile, in quanto capogruppo in Provincia, per la carica di segretario del partito. Sono davvero rattristato per tutto questo e spero che Alfano rompa gli indugi e ci faccia svolgere regolarmente il congresso. Perché voglio sperare proprio che il carnevale sia finito anche nel Pdl».
Di parere opposto invece, com'era scontato, Enrico Lillo per il quale «ormai siamo fuori tempo massimo per un congresso al 4 marzo. Non si possono trattare in questo modo quei circa 1.600 iscritti che dovrebbero presentarsi al congresso avvertiti ed informati per tempo sia dell'appuntamento che delle diverse opzioni politiche in campo. E' pacifico che se dovessero forzare le cose in questo modo faremo ricorso alla direzione nazionale del partito». Un duello dunque che perpetua una divisione che sembra insanabile sul piano personale prima ancora che su quel politico.
Continua intanto l'aggiornamento della lista degli iscritti altoatesini man mano che avanzano i controlli romani. A Bolzano finora sono esclusi casi di tessere false come si è verificato invece a Roma, Napoli e Cagliari. Al massimo emergono le iniziative di questo o quel dirigente o esponente nel rastrellare il maggior numero di tessere possibile. Non ultimo quello dell'ex presidente della Virtus don Bosco, Carmelo Ierace, che avrebbe fatto una consistente azione di proselitismo. Ma si tratta in ogni caso di iniziative che alla fine andranno a scontrarsi con le regole del congresso: tutti i tesserati infatti dovranno presentarsi personalmente a votare nel giorno dell'assemblea.
Ma come si va delineando la galassia del centrodestra altoatesino? La duplice e parallela campagna promozionale sotto le diverse bandiere degli onorevoli, Holzmann da un lato e Biancofiore dall'altro, ha infatti rimescolato le "carte". Gli amministratori - soprattutto quelli provenienti da An - in larga parte sono con Holzmann tanto che con le rispettive "pattuglie" di sostenitori si ritrovano il candidato segretario Fernando Pontecorvo, il presidente Mauro Minniti, il co-coordinatore Alberto Sigismondi, il capogruppo Paolo Bertolucci e la consigliere Maria Teresa Tomada. Ma anche tutto il gruppo di consiglieri, in particolare della Bassa Atesina, che si riconoscono nelle più indipendenti posizioni del candidato vicesegretario Christian Bianchi.
Con Biancofiore parte degli amministratori originariamente di Forza Italia come il consigliere provinciale e candidato segretario Maurizio Vezzali, ma anche il gruppo meranese con la capogruppo Claudia Benedetti, il consigliere Enrico Lofoco e il più indipendente Alex Janes, oltre che, naturalmente Bruno Borin candidato alla vicesegreteria. Di certo ad assistere alle "grandi manovre" resta il popolo del centrodestra altoatesino sempre più disorientato non solo per lo sbandamento nazionale del partito dopo l'uscita del leader Berlusconi, ma anche e soprattutto per la "guerra" locale.
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