Bolzano. "Chiro" sarà l'ultima mostra per la galleria di piazza Domenicani. Stop, si chiude. Una volta terminata quella di Alfred Erardi, Edith Ellecosta e Helmut Elzenbaumer, si va via. Uno sfratto? "No, non ci hanno rinnovato il contratto" dice Ciro Saetti, segretario dell'associazione degli artisti. E ora? C'è l'ipotesi, sempre gestita dal Comune, di un trasferimento in via Bottai. "Ma aspettiamo il contratto", aggiunge. Questo è un pezzo della piccola identità della piazza che inizierà a mancare. Il prossimo potrebbe essere la farmacia. L'identità più importante a rischio è invece quella di un'altra galleria, la Civica. Con ben altro passato e, in molti si augurano facendo gli scongiuri, con un possibile futuro ancora tutto da ridisegnare. Che accade dunque in piazza Domenicani e perché l'abbandono della piccola galleria non è che la punta di un iceberg? In realtà è in corso un braccio di ferro tra Provincia e Comune. La prima è proprietaria dell'intero complesso del Conservatorio, il secondo del piano terra. Il quale ospita, oltre ad un bar, due gallerie (da domani solo una) e una farmacia. Palazzo Widmann ha un grande progetto da eseguire: la completa ristrutturazione del Monteverdi. Per farlo, vuole avere le mani libere su tutto il complesso. Il Comune ha una esigenza da difendere: la sua farmacia. La quale dovrà essere comunque nelle vicinanze una volta spostata, e la sua Civica. Altrove, come a Trento, la galleria comunale ha un ruolo centrale nella cultura urbana. Qui c'è il Museion che la soffoca un po' e adesso anche la Kreuzer. Ma il suo ruolo resta decisivo, anche in prospettiva.

E il Comune, che dice? "Da parte mia - dice l’assessore Juri Andriollo - la Civica non si muove di lì. Non ho avuto contatti diretti con la Provincia ma qualunque possa essere il destino dello stabile dove si trova il Conservatorio, quella galleria è parte dell'identità bolzanina, è un suo pezzo di storia". Questa la prima linea di resistenza. Quella strategica la occupa invece il sindaco. Il quale agisce sottotraccia, non vuole pregiudicare la trattativa in corso con Arno Kompatscher ma ha già preso una prima decisione: "Ho rifiutato - ammette a mezza bocca - una contropartita offertami dalla Provincia...". In sostanza: palazzo Widmann ha proposto di spostare la farmacia sull'altro lato della piazza. Nel palazzo di fronte. Ma c'era un problema: si è trattato dell'offerta di un primo piano. "Non è accettabile che per andare in farmacia uno debba salire delle scale ". Da qui lo stallo.

Ma si tratta di una stasi temporanea. Perchè la farmacia, volenti o nolenti, si sposterà. Certo, non in un primo piano, certo non troppo distante da dove si trova, ma si sposterà. Una ipotesi è il negozio attualmente al piano strada dell'edificio ex Ina. Ma ci sono complesse trattative da condurre con l'attuale proprietario privato. "Ci parleremo ancora in queste settimane" anticipa il sindaco.

E la Civica? Qui il discorso è più complesso. Come il suo assessore alla Cultura, anche Renzo Caramaschi mostra di non voler deflettere dalla difesa ad oltranza dell'attuale collocazione della galleria. C'è di mezzo la tradizione, l'abitudine, la centralità, il rapporto virtuoso con l'edificio storico che la sovrasta, il chiostro, la vicinanza con Museion e Unibz. Tale da costituire, de facto, un insieme cultural-musical-artistico di grande impatto. A proposito di Università tutto nasce dall'ateneo. Sono anni (forse troppi) che il Monteverdi soffre di un vistoso degrado. Alcune superfici si stanno sgretolando, tutti gli interni sono da riconvertire strutturalmente. Ebbene, questo progetto di intervento complessivo, fermo da troppo tempo nonostante le proteste e le sollecitazioni sia interne che esterne, dovrà per forza subire una accelerazione perché è in definizione la trasformazione del Monteverdi in facoltà di Musica e dunque un suo molto più stretto collegamento con la Lub. Questo scenario sta inducendo la Provincia a smuovere tutti gli ostacoli che ancora si frappongono alla realizzazione dell'intervento. Il primo è la proprietà condivisa col Comune di alcune parti dell'edificio. La galleria è stata la prima a saltare. La farmacia sarà la seconda. Sulla Civica, invece, è probabile che incontrerà ostacoli. Il finale? Non è ancora scritto ma è quasi certo che, spostate le prime due "presenze" municipali dentro una proprietà ormai quasi tutta provinciale, la Civica potrà rimanere comunale. Un'isola nel grande mare di palazzo Widmann in centro storico. A meno che la Provincia non faccia la voce grossa.