Bolzano. Il consiglio comunale si è riunito tre volte dopo il ballottaggio, poi sono state annullate le sedute di questa settimane e non ci sono appuntamenti programmati. Causa Covid. Tutto bloccato, tra cui la nomina importante delle commissioni. Diversi consiglieri hanno contestato le sedute nella sala di rappresentanza del Comune, seppure più ampia della sala consiliare. Per motivi di sicurezza, il consiglio comunale tornerà a riunirsi con sedute on line, ma i consiglieri, dotati di tablet, non hanno ricevuto istruzioni. «È assurdo, non c’è ancora una piattaforma per le sedute in via telematica», hanno protestato ieri in piazza Municipio i consiglieri della Lega Luigi Nevola, Gabriele Repetto, Patrizia Brillo, Mirche Hristov e il deputato Filippo Maturi, «Hanno eletto in una sola seduta la presidenza del consiglio e la giunta, un record assoluto, dettato dalla volontà di dividersi i posti, prima che esplodessero le tensioni tra alleati». Questa l’accusa: «Cosa hanno fatto in tutti questi mesi? Abbiamo terminato la scorsa consiliatura senza poter organizzare sedute da remoto e ci troviamo nelle medesime condizioni». Nevola sottolinea: «La seconda ondata del Covid-19 era annunciata. Nelle scuole ci siamo organizzati, perché il Comune non l’ha fatto?». E Maturi: «Evidentemente Caramaschi era troppo impegnato nella campagna elettorale». La presidente del consiglio comunale Monica Franch fa sapere che la piattaforma è stata individuata: «Ci ha lavorato il segretario generale Antonio Travaglia. Utilizzeremo Zoom, integrato con Concilium, il sistema utilizzato dal consiglio regionale». La piattaforma consentirà il voto segreto solo nell’espressione «sì», «no», «astenuto», mentre non saranno possibili votazioni segrete che richiedano l’indicazione di un nome sulla scheda. Quando debutterà il Consiglio da remoto? «Presenteremo il sistema ai capigruppo. Credo che si possa partire a metà novembre», così Monica Franch. La giunta ha iniziato ad approvare delibere, che andranno discusse nelle commissioni consiliari. Non sono state ancora istituite. Il problema sta nel numero diminuito di consiglieri del gruppo italiano. Un primo schema del sindaco Caramaschi con 13 commissioni comporterebbe l’assegnazione dei consiglieri italiani anche a sette commissioni, tra titolari e sostituti. I capigruppo di maggioranza hanno chiesto al sindaco una organizzazione con meno commissioni.