BOLZANO. Le maestre d’asilo hanno vinto su tutto, o quasi. Le due manifestazioni ravvicinate davanti a Palazzo Widmann hanno convinto la giunta ad accelerare i tempi per sottoscrivere il contratto (transitorio) per il personale delle scuole dell'infanzia, che regolamenta sia l’orario di lavoro (con il venerdì corto) che i requisiti d’accesso. Oggi sarà approvata la delibera che autorizza l’assessora Waltraud Deeg a mettere tutto nero su bianco. Già decise la riduzione da 35 a 33 ore settimanali dell’insegnamento frontale, la chiusura anticipata al venerdì (soprattutto in periferia) e il taglio (da 210 a 180) del monte ore annuo destinato alla preparazione.

Da settembre arriveranno (almeno) 40 nuove maestre a rimpolpare gli organici – a fronte di un continuo aumento di iscritti soprattutto negli asili tedeschi (che hanno più alunni di madrelingua italiana e con background migratorio) - ma non sarà possibile ridurre ovunque il numero di bambini per classe (in alcuni casi sopra i 25). Le carenze maggiori di personale si registrano nelle realtà urbane, ma anche in Bassa Atesina e nel Burgraviato. Le maestre d’asilo si lamentano, inoltre, di essere l’unica categoria a non avere un contratto collettivo. Per ottenerlo servirà almeno un altro anno di trattative.

Assessore Deeg, le proteste in piazza hanno accelerato la firma del contratto, anche se sarà solo transitorio...

«In realtà ne stiamo parlando da poco meno di due anni, da quando si è insediata la nuova giunta. Le scuole dell’infanzia, per loro natura, sono come cantieri aperti e si registrano oscillazioni continue sia di iscritti che di docenti».

Partiamo dai numeri: come sono cambiati dal 2014-15 al 2015-16?

«Le iscrizioni sono salite da 16.183 a 16.558: l’asilo tedesco è passato da 11.943 a 12.319, quello italiano è rimasto invariato (da 3.576 a 3.577). Nella scuola ladina siamo scesi da 664 a 662. Il numero di asili è passato da 342 a 344».

Qual è il rapporto alunni-insegnanti?

«Negli asili italiani 1 a 8,1 e in quelli tedeschi 1 a 10,02».

Quante maestre ci sono nelle scuole dell’infanzia italiane e tedesche?

«In quelle tedesche siamo passati da 1.304 a 1.313 e in quelle italiane sono 492,50».

Quanti posti nuovi intende garantire la giunta a partire dall’anno 2016-2017?

«Da settembre sono previsti almeno 40 posti in più, di cui 20 nuovi e altri 20 grazie a spostamenti».

Le maestre si lamentano di dover gestire classi troppo numerose. Dov’è più acuto il problema?

«A Bolzano, Merano, in Bassa Atesina e nel Burgraviato in generale».

Uno dei temi caldi è il tempo prolungato. Nelle città più grandi non sembra possibile farne a meno. La chiusura anticipata al venerdì non cozza con questa esigenza?

«In periferia ci sono realtà dove al venerdì sarà possibile chiudere tra le 12.30 e le 13, ma in ambito urbano il discorso è diverso. Non vogliamo in alcun modo generare conflitti tra personale e genitori. All’occorrenza studieremo soluzioni su misura, in base alle esigenze delle realtà con cui dovremo confrontarci».

A Bolzano e Merano non bisogna temere dunque un drastico taglio del servizio al venerdì pomeriggio?

«In linea di massima no. Dovremmo riuscire ad organizzare gli orari nel modo migliore».

Per la riduzione d’orario delle maestre è cosa fatta?

«Sì, abbiamo raggiunto un’intesa con i sindacati per scendere da 35 a 33 ore settimanali per l’insegnamento frontale, mentre il monte ore annuo per le altre attività scenderà da 210 a 180».

Cosa cambierà per i requisiti d’accesso?

«Dobbiamo prevedere nuovi criteri per i neo-laureati della Lub. Ma anche per chi ha solo la maturità sarà previsto un iter formativo».

Si arriverà, prima o poi, anche alla firma del contratto collettivo. Le maestre d’asilo sono le uniche - fra i provinciali - ad essere senza...

«Sono ottimista, ma non sarà possibile arrivarci dall’oggi al domani».

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