PHOTO
BOLZANO. Chi compra una casa non può fare il passo più lungo della gamba e, soprattutto, va aiutato solo se ne ha davvero bisogno. Lasciarsi prendere dalle emozioni è splendido in molti frangenti, ma la Provincia non ha nessuna intenzione di farlo nel rilasciare il contributo per l’acquisto alla prima casa. Dal primo maggio, dunque, sono entrati in vigore nuovi e più stringenti parametri per la liquidazione dell’aiuto pubblico.
Due le novità sostanziali che balzano all’occhio: la richiesta di un minimo vitale personale sufficiente e l’eliminazione dell’aiuto per gli immobili venduti per via diretta da un familiare.
In soldoni bisognerà acquistare una casa partendo da una situazione reddituale tranquilla mentre le transazioni interne alla famiglia saranno escluse dagli aiuti.
«Dovevamo regolare il meccanismo in modo più preciso - spiega l’assessore provinciale all’edilizia sociale Christian Tommasini - e abbiamo pensato a delle soluzioni ragionevoli. Il minimo vitale, per esempio, diventa importante anche in ottica preventiva. Ci siamo accorti che molto spesso chi non aveva un reddito tranquillizzante poi si trovava a non pagare le rate e si vedeva l’immobile pignorato. Situazioni che è meglio evitare se possibile».
E la cesoia sugli scambi in famiglia? «Onestamente se qualcuno ha i genitori, i fratelli o chi per loro che può vendere la casa per consegnargliela significa che si trova in una situazione patrimoniale dove l’aiuto della Provincia non è così fondamentale. Dobbiamo guardare anche questo per indirizzare al meglio i soldi stanziati». Che quest’anno sono aumentati. «Sì, di 50 milioni. Proprio per i contributi ne avremo 20 in più, 10 saranno destinati alle zone d’espansione e gli altri per fondi Ipes o per il meccanismo dell’anticipo delle detrazioni fiscali che sta riscuotendo un buon successo in termini di richieste». Sempre i numeri indicano una ripresa della domanda immobiliare. «Aumentano sensibilmente le richieste per l’acquisto - conferma Tommasini - ed è anche un indicatore macro economico. Possiamo dire che, almeno per quanto concerne questo aspetto, la crisi stia passando».
Un’altra novità è la rivisitazione nella distribuzione dei punteggi utili a stilare la graduatoria per raggiungere l’obiettivo. Le case usate e quelle legate alle nuove concessioni edilizie avranno entrambe un monte di 23 punti in totale.
Quel che è sicuro è che le modifiche non piaceranno a tutti. «Dobbiamo, però, considerare anche il fatto che questo contributo lo abbiamo solo nel nostro territorio. A Trento e Tirolo, per dire, questo meccanismo per l’acquisto della prima casa non è previsto per nulla».
La prossima discussione, comunque, verterà sulla lunghezza del vincolo. «Io lo diminuirei nel secondo decennio - chiude l’assessore - ma anche qui andrà studiato un punto d’equilibrio al tavolo per l’urbanistica». Il riflesso sul mercato, infatti, rischia di diventare accecante.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


