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BOLZANO. Contributi sul welfare, Lega e Svp hanno trovato l’accordo sulla stretta nei controlli. Il terzo gruppo tematico ha terminato ieri i lavori (oggi firma del documento). Si sono occupati di sanità, sociale, edilizia abitativa, lavoro e sport Helmuth Renzler, Otto von Dellemann, Renate Gebhard e per la Lega Giuliano Vettorato, Günther Faltus e Angelo Polo. Dalla prima riunione la Lega ha insistito sul tema dei controlli più severi su Ipes e contributi su sociale ed edilizia abitativa. Compatibilmente con i vincoli costituzionali, con la normativa europea e con le regole già introdotte in Alto Adige (tra graduatorie separate Ipes e residenza di almeno cinque anni per alcune prestazioni) la proposta di programma del gruppo di lavoro, riferisce Vettorato, prevederà, tra l’altro, «un rafforzamento dei controlli incrociati su Durp e altro nel sistema dei contributi. Mi sento di dire che ci saranno novità». Sulla sanità il gruppo è d’accordo sull’urgenza della digitalizzazione integrata, anche per smaltire le liste di attesa. Sul lavoro viene proposta una ulteriore riduzione dell’Irap a vantaggio delle aziende che assumono personale a tempo indeterminato per ridurre la precarietà. Sulla riapertura dei punti nascita la Lega prende atto di leggi e difficoltà di reperimento del personale. In generale sugli stranieri, leit motiv della Lega, «c’è un salto verso il concetto di inclusione con regole precise», anticipa Vettorato.
IL GRUPPO POLITICO. Si riunirà domani il primo gruppo, che discuterà di autonomia e regione e stenderà la versione definitiva del programma. Il commissario leghista Massimo Bessone ha indicato gli ultimi due nomi, Luigi Nevola e l’avvocato Angelo Polo. Sfumata la presenza del deputato Filippo Maturi (eletto nel Lazio). Bessone ha riunito martedì sera gli eletti e i tecnici in vista della riunione del primo gruppo: «Clima ottimo con la Svp, ma ci siamo detti che sul programma dobbiamo osare. Svenderci no di sicuro».
LA GIUNTA. Alte le quotazioni di Rita Mattei per la giunta, insieme a Bessone. Un colpo di scena voluto da Milano con Vettorato, sostenuto da Maturi, al posto di Bessone provocherebbe un terremoto interno. Sul fronte della Svp, resta il pressing delle categorie economiche contro Lanz (ex Apa).
IL PD. Infine un curioso retroscena sul Pd. Nella assemblea di lunedì è tornato il tema dell’eventuale alleanza del Pd con la Svp per le europee. La discussione è stata chiesta da Sandro Repetto, a sua volta sollecitato dal sindaco Renzo Caramaschi, che avrebbe chiesto conto della porta chiusa del Pd verso la Svp. Caramaschi e il presidente Arno Kompatscher avevano parlato delle elezioni europee domenica a margine dell’inaugurazione dell’autostazione. Il senatore Gianclaudio Bressa, che a sua volta ha parlato con Kompatscher, riassume così il «no» del Pd: «Con l’esclusione del Pd dalla giunta sfuma l’accordo sulle europee». Della ricandidatura di Dorfmann la Svp discute a livello nazionale anche con Udc e Forza Italia. Scenario complicato. In Forza Italia molte resistenze a «regalare» un seggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
IL GRUPPO POLITICO. Si riunirà domani il primo gruppo, che discuterà di autonomia e regione e stenderà la versione definitiva del programma. Il commissario leghista Massimo Bessone ha indicato gli ultimi due nomi, Luigi Nevola e l’avvocato Angelo Polo. Sfumata la presenza del deputato Filippo Maturi (eletto nel Lazio). Bessone ha riunito martedì sera gli eletti e i tecnici in vista della riunione del primo gruppo: «Clima ottimo con la Svp, ma ci siamo detti che sul programma dobbiamo osare. Svenderci no di sicuro».
LA GIUNTA. Alte le quotazioni di Rita Mattei per la giunta, insieme a Bessone. Un colpo di scena voluto da Milano con Vettorato, sostenuto da Maturi, al posto di Bessone provocherebbe un terremoto interno. Sul fronte della Svp, resta il pressing delle categorie economiche contro Lanz (ex Apa).
IL PD. Infine un curioso retroscena sul Pd. Nella assemblea di lunedì è tornato il tema dell’eventuale alleanza del Pd con la Svp per le europee. La discussione è stata chiesta da Sandro Repetto, a sua volta sollecitato dal sindaco Renzo Caramaschi, che avrebbe chiesto conto della porta chiusa del Pd verso la Svp. Caramaschi e il presidente Arno Kompatscher avevano parlato delle elezioni europee domenica a margine dell’inaugurazione dell’autostazione. Il senatore Gianclaudio Bressa, che a sua volta ha parlato con Kompatscher, riassume così il «no» del Pd: «Con l’esclusione del Pd dalla giunta sfuma l’accordo sulle europee». Della ricandidatura di Dorfmann la Svp discute a livello nazionale anche con Udc e Forza Italia. Scenario complicato. In Forza Italia molte resistenze a «regalare» un seggio.
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