BOLZANO. Si preannuncia una chiusura con il botto pirotecnico per la rassegna “Altri Percorsi/Nuovi Linguaggi”, organizzata dal Teatro Stabile di Bolzano, perché arriva Teatro Sotterraneo, collettivo fiorentino capofila di una nuova generazione di giovani artisti impegnati nella ricerca teatrale.

Attivo dal 2004, emerge con “11/10 in apnea”, si afferma con “Post-it” e si consacra nel 2009 con “Dies irae. 5 episodi intorno alla fine della specie”, lo spettacolo in visione questa sera, ore 20.30, nel Teatro Studio del Teatro Comunale del capoluogo.

Svincolata dalle profezie Maya, la visione della realtà di Teatro Sotterraneo in merito alla fine del mondo parte dall’assunto dell’autodistruzione, dell’implosione interna al sistema creato dall’uomo stesso.

Si può dire che sia iniziato il conto alla rovescia per il Dies irae, il giorno in cui il mondo sarà avvolto dalle fiamme, che metaforicamente il collettivo teatrale toscano indica con un timer digitale in scena che segna all’indietro lo scorrere dei sessanta minuti, tanto dura esattamente la performance interpretata da Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli e Claudio Cirri.

Costruito in cinque sequenze narrative (la scrittura compete a Daniele Villaluci e Roberto Cafaggini), “Dies irae” propone un’intensa riflessione sul destino della nostra società, che antepone il denaro e la ricerca esasperata di successo a qualsiasi altro valore. Teatro Sotterraneo racconta il nostro presente, demistificando la violenza e il cinismo con un linguaggio che intreccia rigore formale e gusto per l’ironia, lo sberleffo, la leggerezza.

Il linguaggio scenico è minimale, ora comico ora tragico, soprattutto quando instaura un rapporto interattivo con il pubblico, per parafrasare con il garbato gusto della provocazione intelligente il senso di una democrazia, dove l’unica vera e concreta partecipazione diretta del cittadino rimangono il televoto o il gioco a premi.

I vari nuclei narrativi, pur nell’autonomia dei contenuti, condividono il concetto di prevalenza dell’immagine sulla realtà, della rappresentazione effimera che sostituisce l’originale. “Dies irae” ha una struttura ad imbuto per episodi sempre più brevi.

Si inizia con uno spargimento di sangue e si termina con uno spargimento di sale, da uno studio radiofonico i cui si vagheggiano altri mondi possibili si passa ad uno studio televisivo in cui le ceneri del mondo sono offerte all’asta per pochi soldi. Aspettando il Dies irae…. Una catalogazione dell’essere umano, in tutte le sue parti fisiche ed emotive, nei sentimenti, nei desideri e nelle paure.