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BOLZANO. Mentre i progetti municipali riguardo a via Torino, via Milano e corso Libertà non sortiscono effetti particolarmente entusiasmanti, si sta concretizzando il nuovo vero centro commerciale naturale del capoluogo: il polo di via Museo. A breve apriranno quattro nuovi store; un quinto si insedierà al termine della ristrutturazione di un vecchio edificio. Ma più di qualcosa si sta muovendo anche nel resto del centro: sotto i Portici, in galleria Europa, in piazza Parrocchia, in via Isarco. Qui, domattina aprirà un ampio negozio figlio della crisi: fili, bottoni e scampoli di tessuto venduti non soltanto a metro ma pure all’etto. Se acquistare i vestiti costa, a farseli da sé si spende meno. Intanto però, oltre alle numerose serrande già abbassate, in centro c’è chi sta per chiudere: oltre a un noto fast food (manca per ora la conferma ufficiale), a rischio chiusura anche la Vodafone di piazza Walther.
Via Museo. I tempi non sono certi, per via della complessa tempistica dei cantieri. Ma... Al posto di 99 cent aprirà il marchio fashion Tally Weijl che, ampliandosi, si trasferirà da via Goethe, chiudendo l’attuale punto vendita (al posto del quale arriverà un altro negozio di abbigliamento). Ma il polo di via Museo ora attrae tanti, un po’ come le mosche sul miele. Di fronte ad H&M, al posto dell’ala destra di Mad’s, chiuso al termine delle svendite invernali, fra pochi giorni alzerà le serrande Inferno, un marchio trentino di abbigliamento vintage, dichiarato dal titolare, Antonio Menegatti, come di fascia superiore ai vicini (Piazza Italia, H&M e Zara). È già presente al Top Center di Trento e a Le Piramidi di Vicenza. Abbigliamento di tendenza e casual di fascia media anche nel negozio accanto: sempre al posto di Mad’s, ma nell’ala sinistra, aprirà un altro marchio dello stesso gruppo trentino, ossia Josephine. Poco oltre, Richard Schenk di Ruth Shoes ha iniziato i lavori di demo-ricostruzione del Palais Schenk, prima di Biasion e Zara, di fronte al portichetto. Al termine dei lavori, aprirà un negozio a pianterreno e primo piano. Poco oltre, tra la maglieria Falconeri e Bottega Verde, al posto di un negozio di intimo chiuso da tempo, arriverà la nota catena britannica Lush: cosmetici bio, “fatti a mano” usando anche frutta e verdura freschi, non testati su animali, venduti limitando il più possibile l’uso del packaging.
Il resto del Centro. Mentre galleria Sernesi è in crisi nera - cinque i negozi in attesa d’essere affittati, non tirano neanche le vetrine da esposizione - in galleria Europa ora c’è Baby Carlotta (abbigliamento per bambini), mentre di fronte a Superga fra due mesi aprirà lo store di un marchio della Kepro, Beauty & Co. (prodotti benessere, di bellezza, shampoo professionali e così via). Sotto i Portici da tempo rimane vuoto Almaplena. Però... dopo la recente apertura di WoMo (prodotti da uomo, da barba ecc.) al posto dei cibi di qualità di Seibstock arriverà un franchising di abbigliamento femminile di alto livello, Twin-Set di Simona Barbieri. In via Goethe ha chiuso il temporary store di Schönhuber Franchi, ma verso piazza Domenicani, sul lato opposto della strada, si sta lavorando al rinnovo di un negozio per conto di Optik Walter. In via Posta, via il negozio di scarpe, si è aperto un punto informazioni elettriche della Sel. Poco oltre - in piazza Parrocchia, al posto dell’ex gioielliere Tschager - il sempiterno Giorgio Alderucci aprirà BellaMia, pubblicizzato così: “Il gelato come si deve”. Scendendo poi a metà di via Isarco, al posto dell’agenzia pubblicitaria Manzoni domattina aprirà GS Scampoli. Un negozio sui generis, da decenni scomparso dal centro: la merceria. Su 600 metri quadri di negozio, quasi 30 mila articoli: bottoni, fili, soprattutto tessuti. A rotoli venduti a metro, oppure scampoli venduti all’etto. Il 31° negozio del marchio del veronese Giuliano Scandola, che lo definisce il “Brico center del cucito”.
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