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BOLZANO. Devolvere molti dei poteri provinciali ai Comuni, con uno status speciale per Bolzano capoluogo. No, continuare con la strategia finora vincente di «strappare» più compentenze possibili allo Stato per consegnarle alla Provincia. Due visioni diverse sull’autonomia sono andate in scena venerdì pomeriggio nella seduta della Convenzione dei 33. E sullo sfondo resta il tema più scomodo di questi lavori, l’autodeterminazione, che la destra tedesca mira a inserire nel documento finale della Convenzione. Il compito dei «33» è consegnare al consiglio provinciale un documento (non vincolante) con le proposte di modifica dello Statuto. Il tema di un passaggio di poteri dalla Provincia ai Comuni, secondo il principio della sussidiarietà, è nell’aria da anni come fase nuova dell’autonomia. La giunta Kompatscher si è presa l’impegno di trasferire poteri dal centro al territorio. Ancora però non arriva la legge di cui si sta occupando l’assessore Arnold Schuler con il Consorzio dei Comuni. Riccardo Dello Sbarba (Verdi) ha presentato venerdì alla Convenzione un documento in cui si parte dalla proposta, appunto, di devoluzione di poteri della Provincia ai Comuni, per arrivare alla proposta di uno status speciale per Bolzano capoluogo, con relativo finanziamento. Oltre a questo, il nuovo Statuto di autonomia non dovrebbe più prevedere Trento come capoluogo della Regione, che dovrebbe essere costituita dalle due Province autonome con Trento e Bolzano come capoluoghi. Ma una Bolzano «speciale» in Alto Adige non piace ai «33». La proposta ha trovato un muro di no, con in prima fila l’ex presidente Luis Durnwalder, uno dei componenti più attivi dei lavori. Secondo Durnwalder sarebbe un errore deviare da ciò che considera la strategia vincente: strappare più competenze possibili allo Stato per trasferirle alla Provincia. Stazione finale del viaggio, l’«autonomia integrale» prevista dal programma della Svp. Durnwalder e altri interventi dei «33» hanno ripetuto il solito elenco di poteri da aggiungere a Palazzo Widmann, polizia provinciale, sicurezza sul lavoro e previdenza. È tornato anche un cavallo di battaglia di Durnwalder: l’obiettivo di cancellare il Commissariato del governo. Non decolla neppure la richiesta di coinvolgere maggiormente il consiglio provinciale nella stesura delle norme di attuazione come strumento di maggiore democrazia. «C’è il rischio che venga indebolito il carattere delle norme di trattativa con lo Stato». Dalla prossima seduta i «33» si divideranno in gruppi di lavoro.
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