BOLZANO. «Hanno la testa rivolta all'indietro» ha detto Renzo Caramaschi a proposito della corona di spine che verrà collocata domani in piazza Vittoria. Ancor più duro Arno Kompatscher: «Una nuova ondata nazionalista è l'inizio del ritorno ad idee che hanno portato solo tragedie e guerre». Le istituzioni pongono dunque in guardia, rispetto a iniziative in grado di far riemergere pulsioni identitarie, soprattutto in un frangente in cui occorre rinsaldare i principi della democrazia e della convivenza. Hanno parlato così governatore e sindaco subito dopo la commemorazione dei defunti e dei caduti di tutte le guerre davanti alla lapide posta nel cortile interno del municipio, cerimonia avvenuta ieri alla presenza anche delle autorità militari. Ha creato sconcerto, dunque, l'iniziativa dell'Heimatbund e di Eva Klotz di apporre la centesima spina alla "corona della sofferenza" e di farlo proprio in occasione del 4 novembre e in una piazza che in passato è stata teatro di tensioni e manifestazioni ma in clima diverso da quello di oggi. Nel quale anche le autorità militari hanno ormai rinunciato a deporre corone al monumento preferendo il ricordo condiviso nei cimiteri intorno alla città. Ma non rinunceranno a farlo esponenti di Forza Italia. Alberto Sigismondi ha infatti annunciato che «come ogni anno, anche in questo 4 novembre , con un mazzo di fiori saremo a rendere omaggio a tutti i caduti di tutte le guerre al Monumento della Vittoria». Firmato Sigismondi e Gianfranco Ponte. L'esponente di FI parla poi di “provocazione” a proposito dell'iniziativa dell'Heimatbund. «Ma pare così normale - scrive- posizionare la corona di spine ai bordi di piazza Vittoria? Ma c'era proprio la necessità di dare parere positivo affinché si potesse eseguire questa provocazione? E pensare che il sindaco - prosegue Sigismondi - proprio per non urtare le varie sensibilità, ha deciso di posticipare la ricollocazione della lupa e del leone». Il quale sindaco ha parlato dei proponenti l'iniziativa della corona di spine come di «persone che non hanno il coraggio di guardare avanti. La storia non insegna evidentemente nulla a questi nostalgici... A parte che la grande guerra è stata dichiarata e avviata dagli Asburgo, oggi bisogna trovare nell'Europa la soluzione, non in un passato che non ritornerà». Che va in parallelo all'appello di Kompatscher di stare in guardia nei confronti di "questa ondata di ritorno sovranista e nazionalista".(p.c.)