BOLZANO.  «L'altro giorno avevamo due famiglie di migranti con bambini piccoli e documenti in regola accampate in via Crispi. Le nostre strutture erano tutte al completo. I cinque alberghi della città che ospitano i migranti pure. Abbiamo chiamato 23 alberghi dei dintorni di Bolzano e la risposta è stata la stessa: non abbiamo posto.

La verità è che sul tema dell'accoglienza siamo lasciati soli e mi preoccupa l'arrivo dell'inverno, quando la situazione molto probabilmente si aggraverà». Nelle parole del sindaco Claudio Corrarati la sensazione di solitudine in cui il capoluogo si trova ancora una volta ad affrontare il problema dell'accoglienza.

«Siamo pieni – conferma l’assessora Patrizia Brillo – e continuano ad arrivare. Vanno distribuiti in periferia. Ma nessuno li vuole».Questo il quadro all'indomani delle stoccate arrivate sia dal presidente della Provincia Arno Kompatscher che dall'assessora Rosmarie Pamer, in occasione dell'inaugurazione del “Dormizil”, la casa per persone senza dimora recentemente restaurata con fondi privati.

«Qualcuno pensa – ha detto il presidente – che se non si danno servizi, si risolve il problema dei senzatetto e questa idea non mi vede d'accordo».

E poi ancora: «Non permetteremo che per l'Emergenza freddo si scenda sotto il numero di 70 posti letto più 20 emergenziali, anche se ho saputo che a qualcuno questo “più 20” non piace».

Quindi, a dimostrazione che anche nei centri della periferia si dà ospitalità a migranti e senzatetto, l’assessora Pamer ha citato i numeri: a Brunico è stata realizzata una nuova struttura da 20 posti, altri 20 ciascuno a Laives e Bressanone. A Merano ci sono 50 posti per donne.

Corrarati ha evitato di polemizzare con la Provincia, ricordando però che Bolzano ospita già in diverse strutture 1132 persone, di cui 130 in strada. Per cui i 70 posti previsti per l’Emergenza freddo, più altri 20 per casi eccezionali, andranno ad aggiungersi ai mille che già ci sono.

I numeri a Bolzano sono cresciuti nel corso degli anni, perché strutture nate provvisoriamente, per fronteggiare appunto il periodo invernale, sono diventate definitive.

«Noi – ha ricordato ancora Corrarati – abbiamo sempre più problemi sociali legati alla forte presenza sul territorio di immigrati che si traducono anche in problemi legati alla sicurezza».

Per questo, proprio nei giorni scorsi, l’assessore Marco Caruso ha annunciato l’avvio di una serie di sgomberi degli accampamenti abusivi che verranno effettuati sia lungo le rive del Talvera che dell’Isarco.

Rispetto al passato – quando venivano coordinati con i Bacini montani – verranno fatti con la Seab e questo consentirà di intervenire in maniera più rapida, sistematica e frequente.