BOLZANO. «Ha presente i vecchi skilift? Ecco se dovessimo fare il confronto con un comprensorio sciistico, Bolzano avrebbe gli skilift degli anni Sessanta che salgono lenti e scomodi; mentre le altre piste - intese come i più piccoli centri del circondario - sono dotate di impianti di ultima generazione, ovvero funivie e cabinovie ad agganciamento automatico con i sedili riscaldati, che portano in quota migliaia di persone velocemente». Claudio Corrarati, imprenditore e primo sindaco di centrodestra di Bolzano, puntava a cambiare passo rispetto al passato. Ce la sta mettendo tutta, ma anche lui come i suoi predecessori di centrosinistra sta facendo fatica ad ottenere quello che altri Comuni hanno già ottenuto: ovvero le grandi opere stradali - e non solo quelle - annunciate da anni a Bolzano e ancora sulla carta.

L'ultimo esempio: il tunnel di Monte Tondo che dovrebbe liberare la città dal traffico di auto e soprattutto camion che arriva dalla Val d'Ega e da San Genesio. L'opera doveva essere ultimata nel 2028; siamo nell'autunno del 2026 e non c'è ancora neppure la certezza sull'imbocco della galleria. Di pochi giorni fa la presentazione di due soluzioni da parte della Provincia al Comune: una, la più interessante per il traffico bolzanino, prevede l'abbattimento di un paio di edifici abitati e mette a rischio l'edificazione dei programmi edilizi su aree dismesse o in fase di dismissione nella zona dei Piani. Un sacrificio difficile da accettare e ancora di più da spiegare ad una città che soffre per una cronica emergenza abitativa.

Scusi, ma perché è tutto sempre così complicato nei rapporti tra Provincia e Comune? L'impressione - come dice il capogruppo del Pd Stefano Fattor - è che Bolzano cada sempre dal pero rispetto alle decisioni di Palazzo Widmann.

Fattor, che è stato assessore nella precedente consiliatura, fa il bulletto della politica, ma sa perfettamente come funzionano le cose. La verità è che i rapporti con il presidente Arno Kompatscher e con i singoli assessori sono buoni. Quello che facciamo fatica a trovare è un confronto anticipato su grandi opere e grandi temi. È vero che la Provincia, con un bilancio da 11 miliardi, ci mette i soldi. Non può pretendere però di decidere tutto autonomamente e sottoporci le soluzioni a cose fatte. Questa modalità non vale solo per le grandi opere stradali; è stato così anche per le linee guida per l'accoglienza dei migranti. Può andare bene per un piccolo paese, non per un capoluogo di 100 mila abitanti. Perché da una determinata scelta derivano una serie di conseguenze su progetti e programmi di sviluppo della città. Nel caso del tunnel di Monte Tondo, un accesso all'altezza della rotonda dei Magazzini generali, metterebbe a rischio il programma residenziale sulle aree dismesse dei Piani.

La novità è che anche la Svp cittadina comincia a dare segni di insofferenza nei confronti della Provincia.

Evidentemente anche loro si rendono conto della disparità di trattamento rispetto al resto della Provincia.

Scusi ma come se ne esce da questa situazione?

Il 6 ottobre c'è un incontro tra le due giunte, comunale e provinciale. Affronteremo anche il tema della comunicazione per evitare il ripetersi di casi come Monte Tondo o la Bike Station di via Garibaldi, cancellata a nostra insaputa dai programmi.

Ma il fatto che a Roma, come in Provincia e a Bolzano, governi il centrodestra non dovrebbe facilitare il dialogo?

Lo facilita eccome. I rapporti con gli assessori Marco Galateo e Christian Bianchi sono buoni, ma purtroppo spesso loro stessi non sono a conoscenza di certi progetti, perché si ragiona a compartimenti stagni.

Per quanto riguarda l'Agenda Bolzano, che contiene una serie di grandi opere stradali, a che punto siamo a otto anni dalla firma tra il sindaco di allora Renzo Caramaschi e il presidente Kompatscher?

Nasce come un libro dei sogni e così ci è stato consegnato. Va definito in tutti i dettagli. Altrimenti un intervento come quello in corso su via Einstein parte zoppo, perché mancano il secondo e il terzo lotto. Quelli che davvero contribuirebbero a liberare Bolzano dal traffico.

Poco incoraggiante per Bolzano. Parliamoci chiaro: per avere le strade previste nell'Agenda Bolzano ci vorranno anni. E nel frattempo?

Dobbiamo puntare sui parcheggi. Bisogna mitigare il traffico con un piano - e ci stiamo lavorando - che ci consenta di fermare le auto di turisti e pendolari all'ingresso della città.