BOLZANO. «Sa qual è il vero problema che allunga terribilmente i tempi? La burocrazia. Faccio un esempio: dobbiamo rinnovare tutta la parte scenotecnica del Teatro di piazza Verdi, siamo partiti un anno e mezzo fa e se va bene saremo pronti per bandire la gara e affidare i lavori tra un altro anno e mezzo. In tutto sono tre anni. Un'eternità, ma le procedure sono queste e vanno rispettate».

Eletto esattamente un anno fa - il 18 maggio del 2025 - dopo aver battuto con 708 voti di differenza Juri Andriollo, candidato sindaco del centrosinistra, Claudio Corrarati, primo sindaco di Bolzano alla guida di uno schieramento di centrodestra (FdI, FI, Lega, Civica più la Svp), traccia il bilancio di 12 mesi di lavoro. In cui il "sindaco del fare", imprenditore prestato alla politica, si è dovuto confrontare con i tempi della pubblica amministrazione che non sono quelli del privato. E questo - dice - spiega la difficoltà di mettere a terra tante delle iniziative annunciate e attese dai bolzanini. Anche perché non c'è solo la burocrazia: bisogna fare i conti pure con le difficoltà di trovare l'accordo in giunta: cosa non sempre scontata.

Sinceramente sindaco, pensava che sarebbe stata così dura?

Diciamo che è molto impegnativa, ciononostante siamo riusciti già a fare tantissimo, solo che non sempre lo pubblicizziamo. I cittadini però vedono e apprezzano. Ne abbiamo incontrati 460 e abbiamo dato risposte in tempi veloci all'82%.

Che voto si dà?

Invece che darmi un voto, preferisco chiedermi se faccio abbastanza e se faccio bene. Il voto mi ricorda i compiti a casa, io invece porto avanti assieme alla coalizione un progetto per Bolzano.

Quindi sta facendo abbastanza?

Se penso all'impegno che ci metto, direi di sì. Sveglia alle 4.30 per leggere i giornali - lo stesso orario che avevo nella mia prima vita - e poi alle 7 sono in Municipio. Tra riunioni, incontri, appuntamenti con i cittadini, prima delle 7 di sera non finisco mai. Cerco, nel limite del possibile ma non sempre lo è, di staccare la spina nel weekend. Il venerdì mattina lo dedico alla mia azienda. Ci sto mettendo, anima, cuore e testa, per garantire tre cose alla città.

Che sarebbero?

Stabilità politica, realizzare ciò che si è promesso in campagna elettorale, essere credibili. Lei aveva promesso di ridurre la burocrazia, ma ancora non si vede nulla. Proprio per questo, la scorsa settimana, ho avviato un tavolo con gli uffici e con l'Università per semplificare le procedure e accelerare i tempi. In modo da essere più rapidi nelle risposte ai cittadini. La grande novità prevede la rivisitazione dei processi interni relativi ad autorizzazioni e permessi.

Obiettivo finale?

Arrivare a rilasciare un permesso o una autorizzazione per un evento o qualche altra iniziativa passando dai 30 giorni di oggi ad un massimo di 15. In questi anni tutti hanno parlato di semplificazione, noi lo stiamo facendo Parallelamente abbiamo stanziato oltre 2 milioni di euro per digitalizzare la città.

L'impressione è che questa giunta ed in particolare il sindaco abbiano messo molta carne al fuoco, ma si faccia fatica a passare alla fase attuativa. La viabilità ne è un esempio: le grandi opere stradali dell'Agenda Bolzano 2018 sono ancora sulla carta.

Tutto quello che potevo fare sul breve tempo l'ho fatto, riaprendo via Claudia Augusta e viale Trento in entrambe le direzioni e pure ponte Resia. È vero che siamo indietro sull'Agenda Bolzano e proprio per questo, la settimana scorsa, ci abbiamo messo mano assieme al vicesindaco Konder e all'assessora Ramoser. Gli aggiornamenti li porteremo ora in Provincia.

Cosa prevedono?

L'inserimento nell'Agenda delle grandi opere del nuovo casello autostradale centro, la variante alla statale 12 e la fermata del treno Merano-Bolzano almeno due volte al giorno, per evitare di usare l'auto. Ciò che si può fare dobbiamo cercare di farlo; non possiamo aspettare altri cinque studi sul tunnel di Monte Tondo e dieci per quello sotto il Guncina.

Tra le altre operazioni, al palo c'è la riqualificazione dell'areale ferroviario.

Abbiamo perso tantissimi anni. Speriamo di riuscire a recuperarli con la nomina del commissario straordinario che dovrebbe seguire lo spostamento sia dei binari che della stazione.

Problema dei problemi: la casa che in affitto o in proprietà costa tantissimo. Avevate promesso alcune centinaia di alloggi.

Stiamo rispettando le promesse. Grazie al lavoro fatto dal vicesindaco Konder, nel giro di qualche mese, siamo in grado di chiudere convenzioni con i privati per affitto o vendita a prezzi calmierati di alcune centinaia di alloggi da mettere sul mercato in un paio d'anni. Poi sono in fase di ultimazione gli alloggi per studenti di piazza Adriano. Altri se ne faranno all'interno del Noi TechPark e in piazza Vittoria, all'ex Inps . Sul tema alloggi ci siamo. Anche perché nella seconda parte dell'anno dovremo iniziare a ragionare sulle caserme Huber di viale Druso che dovrebbero essere a disposizione dal 2028, per partire con le operazioni di demo-ricostruzione.

Scusi ma in attesa di queste grandi operazioni immobiliari, che fine hanno fatto i 30 alloggi vuoti di proprietà del Comune, che avreste dovuto dare alle coop?

Abbiamo le autorizzazioni della Provincia, nel giro di massimo un mese, si bandirà la gara per assegnare in gestione alle coop gli alloggi. Obiettivo: ristrutturarli in tempi brevi e poi assegnarli al ceto medio che è quello che è più in difficoltà in questo momento. Vorremmo dare una risposta anche alle forze dell'ordine.

Quando parte il progetto Controllo di vicinato?

A brevissimo. Il tempo che i tre coordinatori dei gruppi completino la formazione. Abbiamo i cartelli già pronti.

E i rapporti con il resto della coalizione come sono?

Abbiamo fatto una festa nei giorni scorsi per un anno di amministrazione: confermata la grande coesione. Abbiamo avuto, è vero, qualche di difficoltà, ma credo che da adesso in poi ne avremo meno.

All'interno di FdI qualche problema pare esserci ancora?

Sono problemi che ciascuno risolve a casa propria. Per quanto mi riguarda parlano i numeri: un anno fa siamo partiti con una maggioranza di 24 consiglieri, oggi siamo 26 su un totale di 45.

Voci insistenti dicono che i consiglieri Giuseppe Martucci e Andrea Lucci, passati da FdI al gruppo misto, starebbero per creare il gruppo Futuro nazionale del generale Vaccacci. Per lei potrebbe essere un problema, averli in maggioranza?

In questo momento il problema non esiste proprio. Entrambi i consiglieri hanno dichiarato di restare nel gruppo misto e sostenere l'attuale maggioranza. Non vado quindi ad occuparmi del chiacchiericcio. A dire il vero, ne ho già abbastanza dei problemi reali.