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BOLZANO. Corsi di difesa personale da organizzare a scuola durante le ore di educazione fisica. La proposta dei consiglieri dei Freiheitlichen, contenuta in una mozione che verrà discussa probabilmente domani in consiglio provinciale, è di quelle destinate a far discutere.
La sicurezza è uno dei temi di attualità e il gruppo ha deciso di cavalcarlo in vista delle elezioni comunali, sapendo di poter fare presa su una fascia sempre più grande di popolazione e quindi di elettori.
«La premessa - ha spiegato il consigliere Sigmar Stocker - è che tra la popolazione sta crescendo il senso di insicurezza. Ormai anche nelle valli più sperdute dell’Alto Adige arrivano i ladri: il bottino magari è magro ma per le vittime è un trauma difficile da superare. A questo si aggiunge la sensazione di paura che provano soprattutto le donne quando girano sole, la sera. E poi ancora si sta registrando un preoccupante aumento del bullismo, ovvero della violenza tra giovani e giovanissimi».
Ulli Mair ha portato la sua esperienza personale: «La sera quando devo tornare a casa dal consiglio provinciale, evito di attraversare il parco della stazione perché ho paura. Chi governa in Provincia dice che strumentalizziamo un problema che di fatto non esiste? Evidentemente è perché gira con l’auto blu».
La consigliera dei Freiheitlichen vorrebbe che i “politici che finora hanno ignorato il problema” intervenissero a livello legislativo, per rendere ad esempio “più morbida la normativa che prevede un’autorizzazione specifica per le donne che per difesa tengono in borsetta uno spray urticante” e lo stesso dicasi per chi reagisce quando si trova i ladri i casa “deve avere il diritto di difendersi senza rischiare grane sul piano giudiziario”. Ma questi sono interventi che hanno bisogno di tempo, mentre per i Freiheitlichen c’è la necessità di fare subito qualcosa. Di qui la proposta di introdurre a scuola - dalle elementari in su - dei corsi di autodifesa. L’idea è di Roland Tinkhauser, il consigliere di Falzes, cintura nera di judo che per 25 anni ha frequentato la scuola di San Lorenzo di Sebato: «È importante insegnare ai ragazzi i fondamentali della difesa personale, serve a sentirsi più sicuri e a sapersi difendere in caso di aggressione. La scuola è il luogo migliore per partire con dei corsi ad hoc inseriti nel programma di educazione fisica».
Ammesso che ce ne sia una, è davvero questa la strada per aumentare la sicurezza?
Di certo c’è che anche in Alto Adige abbondano le offerte di corsi di autodifesa di chi promette, in poche lezioni, di insegnarne i segreti.
«Sono stupidaggini - taglia corto Giorgio Conforti camice da medico di giorno al Pronto soccorso del San Maurizio, kimono da maestro karateka la sera al Centro Studi Arti Marziali Ju Dojo - per imparare a difendersi in caso di aggressione, ci vogliono anni: serve un allenamento costante, per superare lo shock della sorpresa che ha un effetto paralizzante sulla vittima. A mio avviso l’idea di organizzare corsi di questo tipo nelle scuole può essere pericolosa, perché non puoi escludere nessuno e d’altra parte rischi di dare in mano a potenziali bulli un’arma in più. Lezioni di difesa personale devono essere riservate a persone motivate, disposte ad impegnarsi e che sanno quello che fanno. Inoltre bisogna mettersi nelle mani di professionisti, evitando i ciarlatani».
Più possibilista ma comunque cauto Franz Haller, mito della kick boxing che nella palestra di via Resia, oltre ai corsi di kick boxing appunto, offre quelli di boxe thailandese: «Più volte mi hanno chiesto di fare corsi di autodifesa, ma mi sono sempre rifiutato, perché per me le “mie” discipline sono esclusivamente sinonimo di competizione sportiva. Quella dei Freiheitlichen comunque non è una proposta malvagia, però sarebbe sbagliato limitarsi ad insegnare il gesto tecnico: corsi di questo tipo vanno accompagnati da esperti di etica in grado di spiegare l’importanza di quello che si sta facendo, per evitare di ottenere l’effetto contrario, ovvero alimentare la violenza. In ogni caso prima di puntare sulla fisicità, insegnerei alle persone ad aumentare l’autostima e la consapevolezza di sé. Il linguaggio del corpo è importantissimo per capire se una persona è più o meno sicura e quindi più o meno esposta al rischio aggressione».
Su questi aspetti più psicologici che fisici insistono anche i corsi periodici che il Consultorio familiare Lilith di Merano organizza per donne delle diverse fasce d’età: «S’impara a difendersi innanzitutto verbalmente e a sapersi muovere, perché un movimento piuttosto che un altro esprimono più o meno sicurezza. Questo il potenziale aggressore lo capisce e si comporta di conseguenza».
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