di Davide Pasquali

BOLZANO

Se non si ripulirà il portico, gli esercenti di corso Libertà minacciano di non partecipare alla festa del 12 ottobre per l’inaugurazione del centro commerciale naturale. Dopo 50 giorni dal rogo del New Pub, infatti, nessuno ha messo in sicurezza il locale; non si sono montate paratie di legno, cartongesso o altro per chiuderlo almeno alla vista; il marciapiede di via Manci è ancora inagibile; la carreggiata è ristretta; le transenne metalliche sbarrano la vetrina di un negozio; due attraversamenti pedonali sono interrotti, costringendo i pedoni a camminare sulla ciclabile; soprattutto, è ancora sbarrato il portico di Corso Libertà. Per non parlare del portico stesso, ancora tremendamente annerito dalla fuliggine, da cima a fondo: nessuno ha ripulito, nessuno ha ritinteggiato.

L’Alto Adige aveva fatto un tentativo dieci giorni or sono, raccogliendo l’appello degli esercenti, ma non si era mosso nulla. Ora gli stessi esercenti ridiscendono in campo dopo aver ricevuto, nei giorni scorsi, la visita dei messi comunali che li invitavano all’ennesima serata di presentazione del progetto del centro commerciale naturale, tanto voluto dall’assessore ai Tempi della città Chiara Pasquali. I più si limitano a scuotere la testa, qualcuno rincara con una risata che dice tutto, altri sbottano in imprecazioni; a prendere il coraggio di dire come stiano le cose è Paolo Coletta, titolare della ormai storica gelateria Avalon. «Macché centro commerciale naturale per rilanciare corso Libertà, qui è meglio adottare delle piccole strategie di sopravvivenza, poco costose e rapide da eseguire: io non invito nessuno a una festa, se prima non ho pulito casa. E se qui non verrà rimesso in ordine il portico, alla festa non parteciperò io e altri mi seguiranno. Siamo indignati. Qui nessuno fa niente: Tosolini, giustamente, non paga: è solo il proprietario dei muri; le assicurazioni, finché non si risolve la questione legale e non si scopre chi abbia causato l’incendio, ovviamente non sganciano un euro; nell’incendio il gestore ha perso molto se non tutto ...».

E così, il portico rimane sporco, ma questo è il meno. C’è soprattutto il problema sicurezza. Marciapiedi, ciclabile, portico. Il peggio però è il locale lasciato così, in balia di chi passa. Se qualche ragazzino entrasse dentro al New Pub, come è già successo, e si facesse del male? «Di chi sarebbe la responsabilità?». Gli interventi per risanare l’intero portico ovviamente sono costosi e lunghi da eseguire, «ma almeno ora si chiudano le aperture del New Pub. Che ci vuole? Possibile che l’amministrazione comunale non possa mettere a disposizione un paio di operai per una giornata, che montino almeno delle assi di legno, per chiudere alla vista? Poi, chessò, diamo anche spazio agli artisti ragazzini, con le bombolette spray, per abbellire. Ma così, per carità, non lasciatecelo».

Un biglietto da visita pessimo, che per di più, viste le transenne che impediscono l’accesso, induce una gran quantità di persone a percorrere esclusivamente il portico opposto. «La mia gelateria è nota a livello internazionale, c’è su tutte le guide turistiche tedesche, italiane (compreso il Gambero Rosso) eccetera. Qui arrivano anche gli americani, che sanno dei nostri gelati speciali. Sono qui da 31 anni, ho sei dipendenti, in questo lavoro metto l’anima ma la maggiore parte delle mie entrate se ne va per le spese. Attorno a me, il commercio sta soffrendo, la gente non ha più soldi per comprare; le case sono piene di cose di tutti i generi, difficile rilanciare i consumi. Men che meno con iniziative come una non ben definita festa alla bolzanina: sarà il solito mortorio, oppure scorreranno fiumi di birra come alla terribile festa di piazza Gries, che ogni anno mi costa centinaia di euro di danni». A proposito dei danni, arrecati dall’incendio e poi dall’immobilismo pure dell’ente pubblico, Coletta lancia un avvertimento: «Se non si risolverà in fretta, con tutti gli avvocati famosi che ci sono sotto questo portico, avvieremo una class action per chiedere i danni da mancati guadagni».

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