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BOLZAN O. La rinascita di un Corso immalinconito dalla paura della marginalità può iniziare anche da un'idea. Meglio, da tre: occhiali di gran linea ma fatti con materiale di recupero di vecchi sci o snowboard destinati alla discarica, borse unisex costruite con i teloni dei tir in disarmo e abiti rigorosamente made in Italy ma che nulla toglie al loro glamour il fatto di essere altrettanto rigorosamente «di riuso». Idee di capitane coraggiose, una venuta da Trento, Silvia Dallago e un'altra da Rovereto, Melina Benetton. Hanno aperto ieri il loro negozio condiviso, meglio detto "shop sharing", indirizzo: Corso Libertà 2. In piena penombra commerciale, visto che quello spazio era vuoto da tempo. Come tanti su quell'asse che sta cercando una nuova identità tra crisi generale e problemi particolari. La formula è tanto innovativa quanto l'idea: un mese di affitto gratuito, canone diviso tra due aziende, prolungamento della permanenza da gestire su un tavolo tra proprietario e affittuario. Nessuna rigidità contrattuale, molta buona volontà reciproca e un mediatore: l'Unione commercio. Che ha prima disegnato la cornice tecnica poi molto insistito, dribblando difficoltà burocratiche, lacciuoli amministrativi, sospetti da parte degli iscritti per avviare il proprio progetto chiamato "store again", indirizzato a riempire spazi commerciali svuotati dai riflussi dei consumatori, dall'assenza di iniziative e dalla scarsità degli eventi.
«Abbiamo lanciato un bando a maggio - ricorda Marcella Macaluso, responsabile del progetto - parlando prima con i proprietari degli immobili, poi diffondendo l'iniziativa ovunque, anche fuori Bolzano. Niente. Allora l'abbiamo prolungato questo bando, fino all'autunno autunno, perfezionandolo, selezionando infine le richieste, vagliando la qualità delle proposte. E adesso siamo qui».
Non c'è stata la corsa all'oro, perché molti hanno giudicato un solo mese gratis troppo poco, altri hanno atteso gli eventi. Ma tant'è: due aziende trentine, "Interno 11" e "Volverup", hanno colto nell'idea "store again" una grande opportunità. Per testare nuove linee e mettere un piede, anzi due, a Bolzano.
Perché a guardarlo così, il Corso è ancora una gran bella via. E ieri lo era ancora di più . Con la gente che premeva alle vetrine, chi entrava, chi usciva, brindisi, foto, prime clienti a provare gli occhiali o a indossare gli abiti.
Insomma: allora si può. Si può ancora. Lo snodo decisivo è stato quello di mettere insieme gli interessi dei proprietari a occupare ancora in qualche modo i propri beni immobili e le aspettative dei commercianti di salire sul carro di nuove dinamiche contrattuali.
Per inciso, corso Libertà 2 appartiene alla Habitat di Pietro Tosolini che aveva , tra i primi, aderito all'idea dell'abbrivio gratuito mensile. «Aspettiamo altre aziende - ha detto Walter Amorth, presidente dell'Unione - perché il motore adesso è acceso ma deve far camminare la macchina». E anche il direttore Bernhard Hilpold crede molto in questo meccanismo che prendendo energia dalla crisi e dalle sue paure, attenua i canoni richiesti, in questa zona molto alti (intorno al 3 mila euro mensili o poco meno) e stimola lo spirito imprenditoriale.
«Naturalmente - ha aggiunto Simone Buratti - le idee, oltre che l'Unione, devono metterle anche i singoli commercianti, come queste, che hanno consentito alle due imprenditrici di intraprendere questa avventura bolzanina».
Vanno coordinati ancora i rapporti tra gli enti. Ad esempio: per una concomitanza negativa di eventi burocratici non è scattato in questa occasione il sostegno municipale. «Ma lo metteremo a punto», ha chiarito il consigliere Svp Seehauser. Presente all'evento tutto lo stato maggiore Unione, da presidente e direttore, a Pietro Perez e Mauro Soffella, a raccontare plasticamente quanto la struttura si aspetta da questa prova che consiste nel "tirarsi su le maniche anche da soli" e provare ad invertire un'inerzia negativa che ha condotto il Corso a considerarsi il grande malato dello shopping urbano.
«Grande» perché è stato molto visibile un declino altrimenti imprevedibile nella sua entità. «Adesso aspettiamo il polo bibliotecario e preghiamo che i lavori per il parcheggio in Piazza Vittoria non ci tolgano l'ultimo ossigeno rimasto», hanno detto i commercianti presenti.
Ma proprio di fronte alla piazza, si è accesa da ieri una nuova luce.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Abbiamo lanciato un bando a maggio - ricorda Marcella Macaluso, responsabile del progetto - parlando prima con i proprietari degli immobili, poi diffondendo l'iniziativa ovunque, anche fuori Bolzano. Niente. Allora l'abbiamo prolungato questo bando, fino all'autunno autunno, perfezionandolo, selezionando infine le richieste, vagliando la qualità delle proposte. E adesso siamo qui».
Non c'è stata la corsa all'oro, perché molti hanno giudicato un solo mese gratis troppo poco, altri hanno atteso gli eventi. Ma tant'è: due aziende trentine, "Interno 11" e "Volverup", hanno colto nell'idea "store again" una grande opportunità. Per testare nuove linee e mettere un piede, anzi due, a Bolzano.
Perché a guardarlo così, il Corso è ancora una gran bella via. E ieri lo era ancora di più . Con la gente che premeva alle vetrine, chi entrava, chi usciva, brindisi, foto, prime clienti a provare gli occhiali o a indossare gli abiti.
Insomma: allora si può. Si può ancora. Lo snodo decisivo è stato quello di mettere insieme gli interessi dei proprietari a occupare ancora in qualche modo i propri beni immobili e le aspettative dei commercianti di salire sul carro di nuove dinamiche contrattuali.
Per inciso, corso Libertà 2 appartiene alla Habitat di Pietro Tosolini che aveva , tra i primi, aderito all'idea dell'abbrivio gratuito mensile. «Aspettiamo altre aziende - ha detto Walter Amorth, presidente dell'Unione - perché il motore adesso è acceso ma deve far camminare la macchina». E anche il direttore Bernhard Hilpold crede molto in questo meccanismo che prendendo energia dalla crisi e dalle sue paure, attenua i canoni richiesti, in questa zona molto alti (intorno al 3 mila euro mensili o poco meno) e stimola lo spirito imprenditoriale.
«Naturalmente - ha aggiunto Simone Buratti - le idee, oltre che l'Unione, devono metterle anche i singoli commercianti, come queste, che hanno consentito alle due imprenditrici di intraprendere questa avventura bolzanina».
Vanno coordinati ancora i rapporti tra gli enti. Ad esempio: per una concomitanza negativa di eventi burocratici non è scattato in questa occasione il sostegno municipale. «Ma lo metteremo a punto», ha chiarito il consigliere Svp Seehauser. Presente all'evento tutto lo stato maggiore Unione, da presidente e direttore, a Pietro Perez e Mauro Soffella, a raccontare plasticamente quanto la struttura si aspetta da questa prova che consiste nel "tirarsi su le maniche anche da soli" e provare ad invertire un'inerzia negativa che ha condotto il Corso a considerarsi il grande malato dello shopping urbano.
«Grande» perché è stato molto visibile un declino altrimenti imprevedibile nella sua entità. «Adesso aspettiamo il polo bibliotecario e preghiamo che i lavori per il parcheggio in Piazza Vittoria non ci tolgano l'ultimo ossigeno rimasto», hanno detto i commercianti presenti.
Ma proprio di fronte alla piazza, si è accesa da ieri una nuova luce.
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