CORVARA. Domani alle 8 si riunirà il consiglio comunale di Corvara, chiamato a decidere, fra l'altro, sull’adesione al Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). È una scelta che potrà condizionare l'assegnazione dei profughi in Alta Badia.

Il consiglio di San Martino in Badia si era già espresso all’unanimità a favore del sistema Sprar, ma a una condizione: che al progetto aderissero anche gli altri comuni badioti. Quasi contemporaneamente era arrivata anche la decisione del consiglio di Badia, che aveva respinto l'adesione al progetto con un voto molto contrastato. Un voto che aveva amareggiato il sindaco di Badia Giacomo Frenademetz, che a quel punto aveva rimesso la decisione su arrivo e sistemazione dei profughi alla Provincia: “Spetterà all'assessora Stocker - aveva detto Frenademetz - decidere in merito all’ubicazione migliore per i profughi, in uno stabile da reperire oppure in container”.

Il progetto Sprar è basato su una rete di centri di "seconda accoglienza" destinati ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale e punta alla loro integrazione sociale ed economica. Sul progetto si devono appunto esprimere i consigli dei Comuni coinvolti nei programmi di accoglienza. Se i pareri sono positivi, si passa poi a cercare un'ubicazione per le persone in arrivo.

I profughi destinati alla Val Badia sono 38 da ripartire fra i Comuni della valle: oltre a San Martino, anche Marebbe e La Valle hanno votato l’adesione allo Sprar. Nonostante questi sì, tuttavia, nella valle non è affatto chiaro il futuro dell’accoglienza ai profughi. Alla fine della scorsa estate, la soluzione sembrava trovata con la disponibilità di un’ex pensione a La Valle, poi non se n’è fatto niente. È stata avanzata anche l’ipotesi di riservare ai profughi dei container e i Comuni hanno discusso anche su ripartizione e distribuzione degli arrivi. Un dibattito, che per ora non offre indicazioni precise.©RIPRODUZIONE RISERVATA