BOLZANO. I Comuni più ricchi di risorse proprie riceveranno meno fondi dalla Provincia. È questo il nuovo modello per la finanza locale che il Cda del Consorzio dei Comuni voterà questa mattina dopo l’assemblea plenaria dei sindaci di venerdì scorso. «Dati oggettivi», ha replicato il presidente provinciale Arno Kompatscher alle lamentele dei Comuni che perderanno fondi provinciali. Malumori dei venenostani, Merano si asterrà, mentre Bolzano è riuscita a recuperare quasi tutti i sei milioni persi negli ultimi anni. Sul giornale di sabato abbiamo pubblicato le tabelle dei nuovi finanziamenti per la spesa corrente, Comune per Comune, con gli scostamenti rispetto al 2014. Il nuovo meccanismo prevede il calcolo delle spese e delle entrate proprie per Imi, energia, canoni idroelettrici e patrimonio di ogni Comune. Il finanziamento provinciale servirà per coprire la differenza. In questa pagina riportiamo la ricchezza propria di ogni Comune, suddivisa per abitante, e la tabella relativa al gettito dell’Imi.

Come si nota, la ricchezza media dei Comuni altoatesini per entrate proprie è di 450,88 euro per abitante. Corvara stacca tutti e domina da lontano la classifica dei Comuni più ricchi con 1.665 euro pro capite. In questo caso è l’Imi a fare la parte del leone in questa località turistica con molte case di villeggiatura: 1.451 euro per abitante rispetto alla media provinciale di 337,19,

Sul podio dei Comuni più ricchi seguono Selva di Val Gardena con 1.365 euro e Ponte Gardena con 1.157 euro. In coda alla classifica c’è Bronzolo, con 213,56 euro pro capite.

Bolzano è al di sotto della media provinciale con 441,40 euro di ricchezza pro capite. Il capoluogo ha un gettito di 330,19 euro pro capite dall’Imi (media provinciale: 337,19), di 64,15 euro dall’energia (media provinciale: 51,30), di 1,9 euro per i canoni idrici (media provinciale: 21,21), di 44,41 euro per il patrimonio immobiliare (media: 36,68), di 0,74 euro per i terreni (media: 4,49).

I proventi dall’energia contribuiscono in modo signifivativo alla costruzione della ricchezza dei Comuni e quindi alla riduzione proporzionale del finanziamento provinciale. I Comuni della Venosta protestano. Per anni hanno lottato per tornare in possesso delle centrali idroelettriche, dicono, e ora questo loro impegno diventa un boomerang. Se la media di tutti i Comuni è di 51,30 euro pro capite di gettito dall’energia, Moso in Passiria domina la classifica con 584,51 euro pro capite, seguito da San Leonardo in Passiria con 279,46 euro e Tires con 263,76 euro.

Alessandro Bertinazzo, sindaco di Bronzolo e vice presidente del Consorzio dei Comuni, difende il modello e lancia stoccate ai colleghi che guidano la protesta: «Rappresento il Comune più povero di risorse proprie eppure siamo sempre riusciti a chiudere il bilancio. Certo, lo abbiamo fatto gravando i nostri cittadini con l’addizionale Irpef e distribuendo poche risorse alle associazioni. Un sistema più equo va a vantaggio di tutti i cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA