BOLZANO. Le scuole bolzanine resistono alla riforma del calendario scolastico imposta dall’assessore provinciale Kasslatter Mur. L’istituto comprensivo Bolzano I (Centro storico) è costretto ad anticipare orari di inizio e fine lezioni, ma organizzerà un doposcuola per i genitori impossibilitati a uscire prima dal lavoro per andarsi a riprendere i figli. Il Bolzano IV (Oltrisarco) e il Bolzano Europa II (Don Bosco) faranno invece il meno possibile per adeguarsi, ossia quasi niente: inizieranno le lezioni una settimana prima, per il resto non cambia assolutamente nulla. Le primarie restano sui 5 giorni, le secondarie di primo grado restano sui 6 (grazie alla sospensiva concessa dai giudici amministrativi bolzanini). Il tutto, ovviamente, in attesa, colma di speranza, della sentenza di merito del Tar, attesa per la seconda metà di ottobre.

Mancano ormai pochi giorni alla fine dell’anno scolastico 2011/2012. Sia chi già ha i figli a scuola, sia chi li manderà a lezione per la prima volta l’anno prossimo, desidererebbe capirci qualcosina di più. Le scuole, che avrebbero ben altro di cui occuparsi, si stanno dannando l’anima per spiegare e rassicurare, ma un chiarimento in più certo non guasta.

Piani. Le elementari Chini di via Dolomiti, anche a seguito delle lamentele espresse dai genitori, stanno lavorando per mettere in piedi un servizio di doposcuola, dalle 16 alle 16.30 durante la settimana, dalle 14 alle 16.30 al venerdì. Pagheranno in parte la scuola; in parte, si spera, il Comune; in parte i genitori. Se ne occuperà un centro giovanile. Il servizio si dovrà mettere in piedi perché le risorse umane a disposizione dell’istituto sono poche e le si dovrà utilizzare al meglio. Le maestre non faranno le baby sitter - ci venga concessa l’espressione - per il pre-scuola, che da settembre verrà cancellato anticipando l’entrata al mattino, e nemmeno per il dopo-scuola, specie quello, lungo assai, del venerdì pomeriggio. Le poche maestre si dovranno occupare di didattica. La preside Laura Portesi è conscia della difficoltà di parte dei genitori, non tutti i quali lavorano in Provincia con fine turni presto, e quindi sta lavorando alacremente per l’attivazione del dopo-scuola gestito da esterni. La situazione delle Chini è un poco particolare, e non dipende certo esclusivamente dalla riforma del calendario scolastico, la quale pesa invece molto sulle spalle di altri due istituti bolzanini, Oltrisarco e Don Bosco. Plessi scolastici di dimensioni maggiori, rispetto alle Chini, e che forse per questo, grazie a più ampie (o meno scarse) risorse, possono permettersi di resistere.

Oltrisarco. La preside di Rodari, Tambosi e Fermi, Laura Bertoni, chiarisce: «Dobbiamo iniziare le lezioni una settimana prima. Rispettando il monte ore minimo previsto dalle indicazioni provinciali, avremmo potuto impuntarci, riducendo le ore di lezione a settimana». E invece, gli insegnanti, spesso tacciati di aver poca voglia di lavorare, pare abbiano deciso di resistere. «L’orario settimanale non cambierà. Faremo lo stesso numero di ore». La prima settimana di scuola ci si limiterà a far lezione solo al mattino, perché l’inizio dell’anno anticipato non permette ai docenti di prepararsi come avrebbero voluto. Lo si farà al pomeriggio. Ovvio: visto che il numero di ore di lavoro degli insegnanti è quello, aumentando le ore di lezione frontale si dovranno ridurre le ore di copresenza, per corsi di aggiornamento ecc. «Ma abbiamo messo davanti a tutto le necessità delle famiglie, già tanto in difficoltà per via di questi cambiamenti». Per il resto, le elementari erano su 5 giorni e su 5 rimangono; le medie erano su 6 e su 6 rimangono. Il tutto in attesa della sentenza di ottobre.

Don Bosco. La dirigente Laura Cocciardi è più pacata e bada al sodo, ma il refrain è il medesimo. «L’unica cosa che cambia è che le lezioni inizieranno il 5 settembre, una settimana prima del solito. Suppliremo aumentando le ore di lezione rispetto al minimo stabilito dalle indicazioni provinciali. Sfruttavamo già la quota opzionale per permettere le attività particolari, i tre indirizzi che ci contraddistinguono; ora ne faremo qualcuna in più. Il tutto per evitare le ricadute sulle famiglie». Le elementari rimangono su 5 giorni, le medie su 6. E alle medie, a dispetto di tutto e tutti, arriverà anche il quarto indirizzo.Oltre ai tre già esistenti, anche il tecnico-artistico. Chapeau.