BOLZANO. Sulla giunta comunale da domani si farà sul serio. La Svp di Bolzano riunirà a ora di pranzo il proprio direttivo. Nel tardo pomeriggio è prevista la prima riunione delle delegazioni di Svp e Pd con il sindaco Renzo Caramaschi. Ci si arriva con le scintille sui due progetti contrapposti: Caramaschi e Pd puntano a una maggioranza con i Verdi, la Svp insiste per allargare al centrodestra. Da Roma il sottosegretario Gianclaudio Bressa, che tiene i contatti con i vertici provinciali della Svp, si dichiara ottimista: «La giunta con i Verdi e Gennaccaro si può fare». Caramaschi ha tenuto ieri il primo discorso da sindaco, partecipando alla festa per i 50 anni dell’Aias, l’associazione che segue i ragazzi con disabilità. In mattinata brindisi per l’elezione al Pd di via Resia. Sandro Repetto, il più votato del Pd, avverte: «Si deve giocare a viso scoperto. Alla Svp il Pd deve dire che alla maggioranza è possibile arrivare con Gennaccaro e i Verdi. Loro quali carte hanno in mano?». Ne abbiamo parlato con Carlo Costa della delegazione del Pd.

Il braccio di ferro con la Svp rischia di fare saltare tutto.

«Al ballottaggio Tagnin ha perso. È vero che ha raccolto un ottimo 44 per cento, è un moderato ed è stato apprezzato da una parte della città, ma Caramaschi e Tagnin hanno alle spalle due progetti diversi. Caramaschi si è presentato con un progetto di centrosinistra, cui si è unita la Svp al secondo turno, mentre Tagnin è portavoce di una proposta di centrodestra. Pensare adesso di unire i due sfidanti non è serio per gli elettori dell’uno e dell’altro».

Come procederete allora?

«Caramaschi ha fatto bene a organizzare un primo giro di incontri con tutti i gruppi consiliari. Da lunedì (domani, ndr), le delegazioni di Pd, Svp e Caramaschi inizieranno a confrontarsi. Caramaschi porterà la sua proposta ed è naturale che sia di centrosinistra, di cui i Verdi sono stati una componente storica. Non si può banalizzare la trattativa per il capoluogo parlando solo di persone ragionevoli che si incontrano attorno a un elenco di progetti. Bolzano non è un paese di mille abitanti. Non si può immaginare di spacchettare gli schieramenti avversari per il desiderio di alcuni».

La Svp non sembra arretrare sulla grande coalizione.

«Le grandi coalizioni si fanno quando c’è uno stallo. Non sono un progetto politico cui tendere, ma un ripiego. E poi, i consiglieri di Tagnin sarebbero disponibili? Non sembra. Non si faccia passare l’idea che bisogna attirare moderati, perché il Pd non lo sarebbe abbastanza: la quasi totalità dei nove consiglieri eletti dal Pd proviene da una tradizione di centro. Direi che il voto moderato è andato più a noi, che a Tagnin, che ne ha eletti quattro».

La Svp sostiene che legarsi ai Verdi significherebbe consegnare Bolzano a una alleanza troppo eterogenea e quindi paralizzante.

«Assolutamente non si deve ricreare una situazione di stallo. Va costruito un progetto vincolante per tutti i partner. Su questo si verificherà la possibile alleanza con i Verdi».

Baur sostiene che il Pd era stato avvertito che l’appoggio al ballottaggio andava di pari passo al progetto di coinvolgimento del centrodestra.

«E alla Svp era chiaro che la nostra linea era centrosinistra più Verdi. La priorità era eleggere un sindaco con la possibilità di governare. Tagnin non aveva i numeri. Da lunedì iniziano le trattative vere, non è sensato procedere con i veti».