RIVA DEL GARDA. Uno dei lavoratori aveva le piaghe ai piedi: 10, 12 ore di lavoro al giorno, riposo settimanale spesso negato, ferie inesistenti, permessi e malattie detratti dalla paga (27 euro al giorno), decurtazione sistematica dello stipendio, che i lavoratori dovevano in parte restituire in contanti al datore di lavoro, fogli di dimissioni volontarie firmati in bianco e usati come arma di ricatto contro chi osava ribellarsi. Un inferno, che secondo gli inquirenti andava avanti da più di due anni, per portare a casa non più di 600 euro al mese. I dodici dipendenti, tutti pakistani fra i 18 e 30 anni, vivevano stipati in 70 metri quadri, in condizioni igienico sanitarie al limite, in un appartamento affittato da uno dei datori di lavori a 200 euro al mese per vitto e alloggio. Vitto che consisteva in un po’ di farina al giorno e in qualche occasione da uova, pollo o verdure. Un quadro agghiacciante quello disegnato dalla Guardia di finanza, scoperto in un ristorante non nella periferia degradata di qualche metropoli, ma da Sushiko, al secondo piano del centro commerciale Blue Garden, a Riva del Garda. In carcere a Spini di Gardolo, con l’accusa di sfruttamento del lavoro ed estorsione, è finito Feng Chen, 30 anni, cittadino cinese residente a Riva, noto come Yuri e titolare della Riva SK Srl, la società titolare del ristorante che fa parte di un franchising (45 locali in tutta Italia) con sede legale a Firenze. Con lui in carcere anche il socio, il connazionale Feng Wang, 35 anni, residente a Riva, nello stesso appartamento dei dipendenti. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati ieri mattina a Trento dal comandante provinciale della Guardia di finanza, il colonnello Roberto Ribaudo, e della comandante della tenenza di Riva, il capitano Elena D’Onofrio. Ma i controlli della Finanza sono tutt’altro che conclusi e interesseranno anche l’Alto Adige.